Gruffianelli

10 Luglio 2015
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Il P.M. cerca di fare domande furbe. Ma Gruffianelli è più furbo di lui. La strada seleziona i più svegli. Il Sostituto Procuratore si è formato in una casa con i centrini ai tavoli, i divani di velluto e i rintocchi della pendola in soggiorno. Pier Francesco Gruffianelli, invece, è cresciuto tra i palazzi con la spranga in mano. Seduto al banco con il microfono vicino. Pochi capelli. Naso regolare, espressione decisa. Occhi chiari, faccia impassibile. Voce tonante. Romano. Niente sguaiatezze:
– ho visto persone colpite dal calibro 9 parabellum continuare a correre. Se, invece, le sparano con un calibro 38 con la palla di piombo non camiciata, allora viene spostato di qualche metro. Se le sparano su un braccio la fanno volare…
Domande del P.M. Risposte spiazzanti… : – A Roma si dice è meglio fare cazzarando le cose serie che seriamente le cazzate. Qualcuno ridacchia. Il P.M. vuole chiudere Gruffianelli in un angolo. Vuole metterlo in difficoltà. Difficile riuscirci con uno che ha ammazzato tre persone e non lo nega. Mi distraggo. Ho un principio di crampo a un piede. Le scarpe sono di pelle fine, senza soletta di gomma. Per stare caldo, in febbraio, devo mettere due paia di calze. Il tessuto della divisa è lucida per l’uso. La giacca a vento puzza, andrebbe lavata. All’interno del berretto ho tolto l’etichetta di plastica. Sono le 10:40, siamo in piedi dalle 05:00. Spero finisca in fretta, così ce ne torniamo in caserma.  Avevo vent’anni, per il resto ricordo solo la fame a mezzogiorno.


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