GLI STUDENTI DELL’ISTITUTO SUPERIORE ‘GIUSEPPE DI VITTORIO’ VISITANO L’ABBAZIA DI MONTECASSINO

gruppo di vittorio scalinata

LUOGHI DELLA STORIA E DELL’ANIMA.

Un’immersione nella memoria e nella storia, alla ricerca dell’identità: è stato questo il senso più profondo della visita di istruzione degli studenti dell’Istituto ‘Giuseppe Di Vittorio’ di Ladispoli che lunedì 23 aprile, accompagnati dai loro docenti Maria Crispo, Tiziana Di Pauli, Angela Pangallo, Francesca Paolucci e Antonio Riccitelli, hanno ripercorso alcuni tratti della Linea Gustav, facendo sosta nel suo fulcro naturale e strategico, l’Abbazia di Montecassino.

“E’ indispensabile alternare lo studio teorico e l’insegnamento tradizionale ad esperienze di apprendimento sul campo, in contesti di realtà che possano trasformarsi in situazioni didattiche attive ed integrate – ha affermato la Dirigente Scolastica dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’, Prof.ssa Vincenza La Rosa.
“Evidentemente viaggi come quello che ci ha portato oggi a Montecassino – hanno aggiunto le docenti accompagnatrici – non sono semplici percorsi turistici, ma rappresentano straordinarie occasioni formative. L’obiettivo è semplice: attivare la percezione di quello ‘spessore storico’ della realtà contemporanea, che sembra sempre più lontano dall’interesse dei giovani, abituati – come sottolineava Eric Hobsbawm – a vivere in un ‘presente permanente’”.

Principale fronte difensivo tedesco nella Seconda Guerra Mondiale, caduta nel 1944, la Linea Gustav si estendeva dalla foce del fiume Garigliano alla città di Ortona, definita la “Stalingrado d’Italia” per i continui e numerosi combattimenti che vi si svolsero.
“La storia si comprende attraverso la geografia. – ha commentato il Prof. Riccitelli, Docente di Diritto dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ – Solo arrivando a Cassino, ‘Città Martire’, e alla sua Abbazia, ci si rende conto del fatto che da qui si dominava e si domina la via Casilina, una delle arterie principali della viabilità dell’area centro-meridionale dell’Italia. Per non parlare dei Monti Aurunci, dei diversi rilievi e dei vari fiumi che sul versante tirrenico come su quello adriatico, impedirono a lungo e rallentarono l’avanzata dei mezzi alleati”.
A farne le spese, come è noto, fu la popolazione locale, che subì tutte le conseguenze della guerra: bombardamenti, rastrellamenti, razzie, eccidi, devastazioni. Comprese quelle del patrimonio artistico e culturale.
Fu questo anche il destino della celebre Abbazia di Montecassino, fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia e visitata lunedì 23 aprile dalle classi Quarte degli Indirizzi ‘Amministrazione Finanza Marketing’ (IV A, IV B), ‘Costruzioni Ambiente Territorio’ (IV A) e Enogastronomia (IV KC) dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ di Ladispoli. Accolti da Ilenia Carnevale, Guida turistica dell’Università degli Studi di Cassino, gli studenti sono stati accompagnati alla scoperta della ricchissima Biblioteca, del Museo del Tesoro dell’Abbazia e di tutte le sue strutture.
Il monastero, come è noto, era stato già distrutto più volte: nel 577 dai Longobardi, dai Saraceni nell’883, quindi dagli Alleati nel febbraio 1944. Centro culturale vivacissimo nel Medioevo (anche per la sua Scuola scrittoria, ben nota ai paleografi), ebbe fra i suoi abati l’illustre Desiderio, divenuto papa Vittore III, che alla fine dell’XI secolo fece ricostruire completamente la chiesa abbaziale, chiamando i più famosi mosaicisti ed artisti bizantini. Nel 1349 fu un terremoto a distruggere il monastero, poi riedificato fino ad assumere, nel XVII, secolo le forme tipiche di un monumento barocco.
Nell’errata convinzione che vi si nascondessero reparti tedeschi, la mattina del 15 febbraio 1944, 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l’abbazia, uccidendo vari civili che vi si erano rifugiati.
La battaglia di Cassino fu una delle più lunghe e sanguinose del secondo conflitto mondiale, tanto da impegnare dal 12 gennaio al 18 maggio 1944 soldati di oltre venti diverse nazioni. Non a caso, nel territorio cassinate, sono presenti molti cimiteri di guerra, come quello polacco, visitato dagli allievi dell’Istituto ‘Di Vittorio’.
Il restauro dell’Abbazia di Montecassino fu realizzato dal 1948 al 1956.
Sul fronte tirrenico, la Linea Gustav cadde nel maggio 1944. In quello stesso periodo i reparti alleati, sbarcati ad Anzio nel gennaio precedente, riuscirono finalmente a passare all’offensiva. Tra lo sfondamento della Gustav e la liberazione di Roma (4-6-1944) passarono meno di venti giorni.
“Desideriamo ringraziare la guida che ci ha accolti, ma anche il personale ATA dell’Istituto ‘Di Vittorio’ che ci ha supportato nell’organizzazione di questo viaggio. E’ stata una giornata straordinaria. L’osservazione diretta – hanno aggiunto le docenti dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ – concorre alla conoscenza e facilita l’apprendimento. In un luogo che è stato teatro di avvenimenti storici così rilevanti, è possibile percepire atmosfere e umori che agiscono in modo potente sulla sfera emotiva. Un luogo geografico è sempre, anche e soprattutto, un luogo della memoria, della storia e dell’anima”.