Le ultime notizie confermano i primi, terribili, dati di una macabra contabilità che vede, dall’inizio dell’anno ad oggi, migliaia di persone aggiungersi al lungo elenco delle vittime del Mediterraneo. L’ultima tragedia del barcone ,rovesciatosi al largo delle coste libiche,  con centinaia di morti in mare, tra i quali, a quanto pare anche moltissimi bambini, deve costringere l’Europa e persino le Nazioni Unite a capire che il tempo dell’esitazione è ormai finito. I numeri dei caduti sono quelli di una guerra. Una guerra che la povertà, la violenza e l’integralismo hanno dichiarato alle donne e agli uomini dell’Africa e dell’Asia. Una guerra da cui, a migliaia, fuggono , affrontando il rischio di una traversata, affidando le loro vite a trafficanti di uomini senza scrupoli. Affrontare questo esodo senza fine non è semplice. E l’Italia da sola non ce la può fare. C’è bisogno dell’impegno di tutti. Dell’Europa, in primo luogo. Ma anche dell’Onu, anche per evitare che il terrorismo fondamentalista usi questi poveri disperati, come arma ulteriore nella sua dissennata guerra contro l’Occidente. E non c’è bisogno, invece,  di quanti speculano su questo immenso dramma, per lucrare un vergognoso vantaggio elettorale, solleticando istinti razzisti. Il Partito Democratico di Civitavecchia vuole , innanzi tutto, rendere omaggio a quanti hanno perso la loro vita per ricercare una possibile felicità, una esistenza libera e senza violenza. Vuole ringraziare, poi, le donne e gli uomini della Marina, della Guardia Costiera e i molti volontari che si impegnano per aiutare i migranti. Condanna , senza mezzi termini, quanti stanno rimestando nell’osceno calderone della xenofobia e del razzismo.  Ci sorprende e ci addolora, infine,  vedere che l’AC, con il Sindaco in testa, sia ufficialmente che non ufficialmente, ad esempio attraverso i social network, come pure moltissimi sostenitori pentastellati, stiano ponendo strani distinguo, circa la possibilità che alcuni di questi profughi vengano ospitati nella nostra città. Tutti noi dobbiamo occuparci di questa vicenda, nessuno può dirsene estraneo. Se infatti , come è giusto, pretendiamo che l’Europa intera non lasci sola l’Italia ad affrontare questa tragedia, non possiamo neppure permettere che regioni e comuni d’Italia lascino sola la Sicilia nell’accoglienza dei profughi , che dall’inizio del 2015 ad oggi sono stati più di 15.000 , come diffuso dall’ UNHCR. Per cui tutte le comunità hanno il preciso dovere di dare il loro contributo, compresa la nostra città.

 

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