caiazza

Sulle problematiche relative al lavoro e all’occupazione sono interventuti i segretari generali locali di CGIL (Caiazza), UIL (Di Marco) e CISL (Barbera).

“Ad un anno dalla sottoscrizione del Patto Territoriale, tra CGIL CISL UIL e il Sindaco di Civitavecchia (comune capofila del Distretto F1 e della conferenza dei sindaci della ASL F) abbiamo chiesto un incontro di “verifica”.

Quell’accordo – corposo ed articolato – contemplava la definizione di regole per corrette relazioni sindacali ed era propedeutico rispetto all’avvio di diversi Tavoli tra i quali quello dedicato al welfare (sanità e politiche sociali) e quello successivamente denominato, al momento dell’insediamento, “Tavolo territoriale per lo sviluppo, il lavoro, la salute e l’ambiente” del quale erano parte i Comuni di Tarquinia, dei Distretti RM F1 e F2 (con una ipotesi di estensione al Distretto F 3) le parti sociali, Autorità Portuale, ENEL, Tirreno Power, ASL F.

Nelle prime due e uniche riunioni di questo ultimo Tavolo, oltre alla comune volontà di “concertazione” per affrontare gli effetti della crisi ponendo le basi per un progetto organico di rilancio economico e sviluppo di un ampio territorio, erano emerse disponibilità interessanti, a partire da quella fornita da ENEL che – in un quadro condiviso – si era resa disponibile per “investimenti economici importanti” connessi a percorsi formativi a vantaggio delle imprese e della mano d’opera locale.

Senza polemiche, abbiamo amaramente costatato come il Comune Capofila (Civitavecchia) – malgrado ripetute sollecitazioni – non ha più, dall’autunno dell’anno passato, convocato il Tavolo malgrado l’acuirsi della crisi – soprattutto occupazionale – nel territorio.

Intanto, ad oggi, come riportato in un articolo de Il Messaggero del 25 giugno, nel solo distretto F1 (Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Sanata Marinella, Santa Severa) sono 30.000 i senza lavoro censiti dal Centro per l’Impiego. Un numero per difetto, che non tiene conto delle tante persone che hanno smesso di iscriversi al collocamento e che – ovviamente – non descrive l’immenso volume del lavoro precario e deregolato che non può essere annoverato come “occupazione stabile”.

Vi è poi da segnalare il drammatico dato connesso al progressivo esaurirsi degli ammortizzatori sociali e all’incertezza sul rifinanziamento della “cassa integrazione in deroga”, che coinvolge migliaia di persone sul nostro territorio che – dopo aver perso il lavoro – rischiano di trovarsi, a breve, senza alcuna minima forma di reddito.

Per completare il quadro di una situazione “socialmente insopportabile” vi è da considerare l’alta percentuale, nel territorio, dei pensionati che vivono con redditi inferiori ai 700 € al mese.

Aggiungiamo come nel nostro territorio e in particolare a Civitavecchia – oltre all’irpef regionale più alto d’Italia – si sconta una tassazione (ordinaria e straordinaria al massimo) che va ulteriormente ad incidere negativamente sulle condizioni delle persone e delle famiglie.

Ed il peggio, soprattutto per quanto attiene al lavoro, sembra stia ancora per arrivare. Le terribili conseguenze sull’occupazione nel Porto che potrebbero derivare dalle vicende legate alle acciaierie di Terni (cosa da contrastare attraverso tutte le iniziative necessarie). Il futuro delle municipalizzate di Civitavecchia; la drammatica situazione economica del Comune di Civitavecchia; le conseguenze di una crisi che sta segnando scelte strategiche nazionali, in termini di riduzione dell’occupazione e degli investimenti, di ENEL e Tirreno Power; un tessuto produttivo ed economico sempre più esposto alle dinamiche recessive e, quindi, in forte declino; gli effetti sul lavoro dei progressivi tagli alla sanità, alle politiche sociali, alla scuola, agli enti locali.

In una dinamica più generale, un recente articolo del Corriere della Sera descrive la recessione nel Lazio (dati che, per percezione, riteniamo ancora più rilevanti nel nostro territorio) caratterizzata da una drammatica contrazione dei consumi ( – 20% nei settori degli abbigliamenti e accessori; – 25% libri e cd; – 8% perfino nei cibi e nella tavola; insieme ad una progressiva riduzione di carburante e di energia elettrica nell’ordine del 2-3% al mese). Le aziende – riferite a tutti i settori – in questo contesto, chiudono con una progressione impressionante determinando nefaste ricadute sull’occupazione.

In questo quadro, riteniamo urgente e necessario – per il nostro territorio – rivitalizzare il Tavolo per il lavoro, lo sviluppo, l’ambiente e la salute che può rappresentare un importante luogo di concertazione per provare a “fare sistema” con l’obiettivo di fronteggiare la crisi, ponendo le basi per il rilancio economico e lo sviluppo; valorizzando le grandi opportunità presenti in un territorio nel quale Civitavecchia (movendo dalle enormi potenzialità del Porto e del Polo Energetico) può essere “locomotiva trainante”.

Abbiamo posto al Sindaco di Civitavecchia, nel chiedere un urgente incontro, il tema connesso alla necessità di superare la stagione degli “insulti” nei confronti dei tanti (come i Sindacati) non inclini ad essere “yes man” (rispetto a pratiche politiche fatte di “promesse” e “vuoti tagli di nastri” che non portano benefici alla collettività) bensì volenterosi di esprimere idee e contributi per uscire fuori da una situazione davvero drammatica. Sindacati che chiedono, semplicemente, veri Tavoli di confronto nei quali affrontare gli enormi problemi che interessano il territorio e la città di Civitavecchia a partire dal tema delle Municipalizzate che – come abbiamo ribadito nella richiesta di convocazione – deve essere affrontato tenendo conto dell’enorme gravità della situazione che implica la necessità di coinvolgere altre Istituzioni, a partire dalla Regione Lazio che, negli incontri avuti sul tema, ha dimostrato sensibilità e “volontà di impegno” che sarebbe uno “spreco” non utilizzare.

CGIL CISL UIL sono pronte, da domani mattina, a riprendere il confronto su tutti i temi che interessano il lavoro (le grandi opere nel Porto – nelle quali non vi è traccia di valorizzazione delle imprese e della mano d’opera locale – il futuro delle Municipalizzate di Civitavecchia; il bosco Enel; le Terme; le sorti del sito Italcementi; un progetto organico di rilancio economico e di sviluppo di un largo del territorio). Chiediamo ci venga, finalmente, fornito un luogo di confronto e concertazione, in assenza del quale – in autunno – saremo costretti a ricorrere allo sciopero generale e alla mobilitazione per pretendere che i temi del lavoro e dell’equità sociale vengano messi al centro dell’agenda politica nel territorio”.

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