Emergenza Covid-19, Problematiche sui lavoratori delle mense scolastiche

I LAVORATORI DELLE MENSE SCOLASTICHE PENALIZZATI DALLE CHIUSURE DELLE SCUOLE E DAI LORO CONTRATTI, IN MAGGIORANZA, PART TIME AI FINI CONTRIBUTIVI.

 

Quest’anno alla chiusura estiva delle scuole, con la mancanza di retribuzione ai circa 50.000 lavoratori di questo settore durante le vacanze estive, si è aggiunta la pandemia del coronavirus che, attraverso le norme emanate del Governo, ha impedito che gli ultimi due mesi si trasformassero in tragedia, con la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga, che ha permesso il recupero di una buona parte dei loro stipendi. Il decreto legge in uscita in questi giorni, permetterà, con la proroga della CIGD, per ulteriori 9 settimane, di mantenere il recupero parziale delle somme per i lavoratori.

Contemporaneamente in diverse regioni italiane, sono partite iniziative dei sindacati per superare (FILCAMS CGIL di Genova), a livello nazionale, le problematiche del settore affrontate  recentemente anche dalla stampa nazionale  (vedi articoli del quotidiano “L’Avvenire” del 25 aprile, “Il Fatto Quotidiano” del 22 aprile, “il manifesto” del 18 agosto 2018).

E’ opportuno ricordare che nel 1995/1996 i lavoratori delle mense scolastiche percepivano, nel periodo estivo, la disoccupazione, successivamente abrogata da altre leggi.

L’altro grave problema che hanno i lavoratori delle mense scolastiche è quello che la maggior parte di essi ha un part time verticale che, ancora oggi, li penalizza ai fini della contribuzione utile per la pensione di anzianità e/o di vecchiaia, malgrado la Corte di Giustizia Europea con la Sentenza del 10 giugno 2010 (relativa ai procedimenti riuniti C-395/08 e C-396/08) abbia affermato che la disciplina italiana sul trattamento pensionistico previsto per i lavoratori a tempo parziale di tipo verticale ciclico è sfavorito rispetto a quello concernente gli altri lavoratori.

Da tempo l’INPS sta contestando l’operatività di quanto affermato dalla Corte Europea, ma nelle diverse cause, molte già chiuse dalla Cassazione, continua a perderle e a pagare le spese del giudizio. Proprio una recente Ordinanza della Cassazione Civile, Sezione L n. 8160 pubblicata il 24 aprile 2020  ha rigettato il ricorso dell’INPS (anche in seguito all’orientamento consolidato della Corte, di oltre 10 sentenze conformi negli ultimi 4 anni).

Di questa situazione, che porterà quasi sicuramente ad una causa collettiva delle lavoratrici da me assistite, è stata già informata la segretaria locale della FILCAMS CGIL, l’Assessore del Comune di Civitavecchia Claudia Pescatori ed il senatore Alessandro Battilocchio per affrontare entrambe le problematiche, soprattutto a livello nazionale.

9 maggio 2020

Gianfranco Forno