Elezioni. L’analisi di Fabrizio Lungarini

27 Febbraio 2013

Riportiamo la riflessione dopo il voto del consigliere comunale Fabrizio Lungarini.

“In Italia i Nodi Vengono al Pettine

Con il risultato elettorale si chiude il cerchio intorno alla incredibile situazione nella quale versa il nostro beneamato paese.

Stiamo di fatto raccogliendo i frutti di quanto seminato nel corso della seconda repubblica.

Un ventennio durante il quale ci si persi intorno alla delazione del proprio avversario politico, durante il quale si sono riempite le piazze per poi svuotarle a suon di Manganelli e che ora paradossalmente tornano a colmarsi di persone stanche, proprio nel momento in cui il capo della polizia lotta tra la vita e la morte. Un ventennio trascorso a difendere posizioni di retroguardia filo clericali per accaparrarsi le simpatie dei cattolici e che ora sono culminate con le prime vere dimissioni di un pontefice e la scomparsa di fatto della chiesa tra i banchi del parlamento. Venti anni buttati al vento a spendere milioni di euro e risorse della giustizia correndo dietro a ogni minimo scandaletto, vero o inventato, per eliminare dalla scena Silvio Berlusconi, consentendogli ogni volta di dettare l’agenda politica e elettorale del paese.

Il risultato è stata la perdita di autorevolezza della magistratura e del sistema giustizia in genere, il fallimento del progetto politico dei giudici in parlamento con la scomparsa di Di Pietro e Ingroia dalla scena politica e la sostanziale vittoria dei disonesti sulla parte buona del paese. Venti anni di commissioni bicamerali, di governi tecnici per cambiare la costituzione, di desistenze per cambiare una legge elettorale che non è mai stata riformata e che ora, manco a dirlo, presenta il suo salatissimo conto nella maniera più clamorosa possibile. Rinnovare il parlamento per produrre lo stallo. Venti anni a fare finta che il mondo non fosse cambiato, che il web non esistesse, che le persone non potessero organizzarsi al di fuori del palazzo attraverso le nuove tecnologie creando cultura telematica che producesse democrazia diretta in luogo di quella partecipativa, come oggi strillano i grillini. Manca l’investimento sul futuro, manca l’investimento sull’innovazione tecnologica, sulla ricerca, sulle università, sulle eccellenze ed è sempre mancato il merito. La sinistra ha perso l’ennesima occasione per prendere in mano le redini di un paese che non conosce più, riproponendo vecchi leader e abdicando completamente dal fare una campagna elettorale aggressiva per convincere il 40% degli indecisi che ha poi giustamente deciso di votare il 5 stelle. La destra ha invece preferito gettare il paese nella ingovernabilità piuttosto che costruire un nuovo leader per il futuro, forte dell’incredibile carisma del Cavaliere al quale va riconosciuta la più concreta capacità di persuasione della storia repubblicana.

Ogni nodo è venuto al pettine: siamo senza papa, senza governo e senza capo della polizia, come dice il mio amico Massimiliano Sardone oggi su Facebook: quindi di fatto siamo un paese anarchico.

Dobbiamo solo sperare di avere toccato il fondo”.

image_pdfScarica articolo (pdf)image_printStampa articolo


DIBIAGIO


WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com