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Per il direttore generale della Asl Roma 4 dottor Quintavalle e per il direttore sanitario del San Paolo dottor Carbone

24 Ottobre 2016
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“Spettabile presidente della Regione Lazio Zingaretti, spettabile direttore generale Asl Roma 4 Quintavalle e spettabile direttore sanitario del San Paolo Carbone,
sono la giornalista del quotidiano cartaceo La Provincia, dei telematici www.civonline.it e www.laprovinciadicivitavecchia.it, nonché dell’emittente radiofonica Radio Stella Città. Da oltre 15 anni di servizio raccolgo le denunce, le proteste, le lagnanze dei civitavecchiesi e dei residenti del territorio contro il nosocomio cittadino San Paolo di Civitavecchia, abbiamo scritto proteste contro i tagli dello Stato e della Regione che stanno mettendo in ginocchio il nostro ospedale cittadino con riduzione dei posti letto, delle prestazioni, del personale, un ospedale con un bacino d’utenza grande che raddoppia con il grande traffico di croceristi e di residenti dei Comuni limitrofi dove si stanno riducendo o chiudendo le strutture. Più volte mi sono chiesta come mai la Regione si dimentica della sanità della nostra città. Poi, nei giorni scorsi, mi sono trovata io a fare i conti con la sanità e devo dire che mi sono resa conto che nel nostro ospedale nonostante i tagli ci sono medici e paramedici eccellenti che danno il massimo.
Nella notte tra il 29 e il 30 settembre ho dovuto portare mio padre al pronto soccorso a causa di dolori lancinanti alla pancia; poi, dopo un’accurata visita, il dottor Santoro (primario di chirurgia) l’ha portato d’urgenza in sala operatoria e devo dire che col chirurgo Emanuele Santoro l’eccellenza è di casa al San Paolo di Civitavecchia.
Un plauso meritatissimo al Primario di chirurgia dell’ospedale S.Paolo di Civitavecchia, dottor Santoro: mai come ora avevamo avuto nella nostra città un medico così preparato, attento alle esigenze dei pazienti, scrupoloso e meticoloso nelle sue diagnosi sempre approfondite e curate nei dettagli senza lasciare nulla al caso, cortese nei modi, corretto e disponibile, un esempio di come dovrebbe essere un dottore, soprattutto nei momenti critici e delicati della vita di una persona quale la malattia.
Il dottor Santoro e’ una persona che, oltre ad essere eccezionale nello svolgere il suo lavoro, è un uomo pronto al dialogo. La ASL Roma 4 può davvero vantare un grande motivo di orgoglio con questo medivo che ha al suo attivo moltissimi interventi chirurgici all’avanguardia che attirano nella nostra città perfino pazienti dalla capitale. Il valore aggiunto alla sua professionalità e’ il suo modo di fare degno del giuramento di Ippocrate, più come vocazione che come mestiere. Spero che chi di competenza non si faccia sfuggire un professionista di così alto livello. Tutta la stima, gratitudine e rispetto da parte mia, del mio papà e dalla mia famiglia per come il dottor Santoro ha gestito la situazione non facile di mio padre. Tra l’altro con i suoi interventi perfetti rende orgogliosi noi civitavecchiesi anche perché invece di assistere a continue migrazioni di malati verso altri ospedali, finalmente vediamo che anche in città si può essere curati dal colui che il top in un ottimo reparto, tanto è vero che vengono pazienti anche da fuori. Ringraziamo di cuore tutti i medici del reparto chirurgia che hanno avuto pazienza con noi famigliari impauriti e che non hanno lasciato nulla al caso, gli infermieri e gli ausiliari tutti gentili e premurosi; mio padre continua a ripetere che ha ricevuto la massima assistenza. Mio padre ringrazia poi di cuore tutto il reparto di terapia intensiva, altro fiore all’occhiello del San Paolo: medici eccezionali e personale qualificato e gentile;  la dottoressa del pronto soccorso, il diabetologo dottor Santantonio, i cardiologi Di Gennaro e Calcagno e il dottor Dimito.
Il pronto soccorso merita un discorso a parte: molto spesso gli operatori di questo reparto vengono additati ma è giusto dire che il personale è ridotto ai minimi termini e pur volendo svolgere al meglio il loro lavoro non sempre riescono a portare a compimento tutti i compiti; fra degenze, emergenze, visite e quant’altro è davvero difficile arrivare a tutti anche a fronte del fatto che non sono in numero sufficiente barelle, sedie a rotelle, lettini e quant’altro e un grande aiuto, per fortuna, lo danno i volontari della croce rossa.
Prima di chiudere sottolineo che ho provveduto a scrivere articoli sui mass media cittadini (non solo dove scrivo io) per mettere in evidenza questi fatti. Chiedo quindi a Voi di avere finalmente un occhio di riguardo per il nostro ospedale, per i reparti che come quello di chirurgia funzionano alla grande e per noi residenti di questo territorio: evitate in ogni modo che le eccellenze se ne vadano e cercate di sostenere e non tagliare.
In fede,
ROMINA MOSCONI”.

 

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