DIFFERENZE DI MENTALITA’. di Alessandro Spampinato (2^ parte)

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Le differenze si annullano e la visione duale si unifica nella comprensione del tutto nella sua infinita, meravigliosa e enigmatica unità. Quando un uomo non si conosce vive di distinzioni, giudizi e conflitti ed è dominato dalla paura. Al contrario l’uomo consapevole gusta il mistero profondo della vita e la accetta così come è perché è tutto ciò che esiste da sempre e per l’eternità e nulla potrebbe essere più perfetto di ciò che accade. Un esempio di questi due modi di pensare se stessi e la vita lo troviamo nel famoso passo del Vangelo di Luca che recita così: “Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”. Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!” Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato». (Luca 18:11-14). Nel Fariseo e nel Pubblicano possiamo ritrovare queste due categorie di uomini: I Farisei che si credono giusti agli occhi di Dio e migliori degli altri uomini e i Pubblicani che, essendo esattori delle tasse e lavorando quindi per Roma venivano mal visti dalla loro stessa gente. Eppure il Maestro giustifica il Pubblicano perché in cuor suo si è riconosciuto imperfetto e peccatore e per questo umile e rispettoso a tal punto da invocare la pietà divina. È proprio questa la strada per la conoscenza della Verità e dell’intelligenza del cuore che tutto vede, sa e ama. Chi per contro si crede qualcuno o qualcosa perde l’uso dell’intelletto e affida la sua vita ai racconti, alle filosofie e ai ragionamenti sterili e molto spesso ipocriti. La sfida più grande della vita è arrivare ad ammettere di non essere nulla e in questo nulla divenire ciò che realmente siamo: delle coscienze in cammino nell’eternità e nel mistero.

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