Flavio Magliani, capogruppo del Pd e neo delegato a verde entra nel merito delle polemiche innescatesi dopo la sua nomina. Di seguito l’intervento integrale.

“Il problema della mia nomina come Delegato all’ambiente assume, dopo la nota di SEL, delle connotazioni personali. Ciò toglie peso e valore alla valenza politica del “caso”. Io penso che, in verità, ci si stia preparando ad affrontare la crisi del Centrosinistra in termini di recupero di consensi all’interno dell’area. Che siano in atto le prove generali per la dislocazione e riallocazione delle forze interne, ciò per una sorta di mania degli schieramenti  che da sempre caratterizza la sinistra, tutta.  Ciò detto a me pare che bisogna affrontare il tema della delega all’ambiente per quella che è e, perciò, passando almeno per tre  punti  di analisi, partendo dalle dinamiche della polemica che SEL ha voluto innestare:  il primo è che il Sindaco Tidei dovrà chiarire tutta la vicenda che riguarda l’ambiente e quelle  che riguardano l’Assessore Galletta; è un atto dovuto alla Città, alla maggioranza, all’intero arco della politica; il secondo riguarda la selezione del personale che deve ricoprire i ruoli nell’ambito dell’Amministrazione,  dall’ambiente sino all’urbanistica. Con una precisazione sul tema particolare della coerenza: mi si accusa di avere votato il carbone ma si ignora che sul tema della difesa della salute ho promosso studi e proposte, elaborati in sede di istituti di ricerca scientifica, che affrontano il tema non in termini di  movimentismo parolaio e massimalista ma in termini di alto valore scientifico ed esaustivo della tutela di ambiente e salute. C’è chi se lo ricorda, evidentemente,  e chi no; c’è anche chi lo capisce e chi mai potrà capirlo per evidenti limiti di preparazione culturale. Ci tengo a riprecisare  che è nei miei convincimenti personali che il tema della salvaguardia della salute e dell’ambiente non si risolve con l’adozione del combustibile da bruciare, dal gasolio al carbone o al CDR. Il problema centrale e più vero è rappresentato dalla presenza dell’Enel sul territorio, che è potere forte e entità fortemente inquinante per l’attività che svolge. Da questo punto di vista bisognerà stabilire chi è a  favore della presenza dell’Enel a Civitavecchia e chi è realmente contro: da ciò si capirà chi sono quelli che attingono a quella mammella (dallo scarico del carbone sino all’appaltistica)  e chi si guadagna il pane indipendentemente da ENEL; da  qui misureremo la coerenza di ognuno di noi. Il terzo  e ultimo punto è rappresentato dagli elementi di coerenza o meno che si intercettano nella storia almeno dell’ultimo decennio nella Città e nel territorio: io ho cercato, con tutti i miei limiti e contraddizioni, di portare dei pesi con equilibrio, umiltà e responsabilità, c’è invece chi assumendo posizioni via via sempre più radicali a sinistra ha fatto saltare  giunte di Centrosinistra alleandosi addirittura con l’estrema destra  e consegnando la Città a De Sio prima e Moscherini dopo. Dico ciò per disamina politica e non per accentuazioni personalistiche. Spero che almeno questo venga compreso”.

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