“A quanto pare il “Governo amico” del presidente dell’Autorità portuale, Francesco Maria Di Maio, così tanto amico non è. Non lo è del Presidente e non lo è soprattutto della città di Civitavecchia.

Dall’ennesimo Dcpm del Governo conte Bis a trazione Pd-M5S-IV-Leu, quindi la crema della sinistra italiana che dovrebbe fare, a parole almeno, l’interesse dei lavoratori e della società civile, quello che esce fuori è il nulla cosmico.

Altro che rilancio, questo è il Decreto Affossamento della portualità civitavecchiese e con essa di tutti gli altri porti italiani.

Un vuoto pneumatico vero e proprio. Lo stanziamento per il più grande porto italiano, il secondo nel Mediterraneo ed il sesto ne mondo per quanto riguarda il crocierismo è pari a ZERO. Nessun riconoscimento ad hoc, quindi, come paventava soltanto ieri il Presidente dell’Autorità Portuale.

Una mancanza che denota chiaramente un gravissimo segnale alla città e a tutto il comparto del turismo al quale è stato destinato un contributo ridicolo fatto di briciole quando questo, oltre a tutti gli altri settori, sarebbe un comparto produttivo da salvaguardare e sovvenzionare per un vero rilanci dell’economia italiana. Del resto è noto a tutti che il Turismo è una delle maggiori entrate economiche nazionali.

Che fine hanno fatto le rassicurazioni di tutti gli esponenti della maggioranza governativa alcuni dei quali provenienti da questa città e territorio? Ancora parole al vento come ormai questo Governo, e questa Regione, ci hanno abituati.

Niente di niente. Parole al vento anche quelle che volevano il raddoppio del fondo perequativo derivante dall’introito dell’1% dell’IVA sulle merci importate che sarebbe dovuto passare al 2%. Il che avrebbe fornito il doppio della redistribuzione del fondo ai porti nazionali.

Cosa pensano che possano fare con 6 milioni di euro da dividere per 15 porti  ? Civitavecchia beneficerà solo di qualche centinaia di mila euro , per evitare che il porto finisca in disavanzo finanziario ha necessità di un fondo ad hoc di 15 milioni oltre ad avere la possibilità di convertire il Fondo 18bis e il Fondo perequativo in spesa corrente altrimenti lo Scalo e di conseguenza la città si troverà con altri 500 disoccupati.

Siamo quindi di fronte all’ennesimo schiaffo a Civitavecchia, ai lavoratori portuali, ai commercianti e a tutto l’indotto territoriale. Se questo è il Decreto Rilanci partorito dalla sinistra allora è un rilancio sì ma verso il baratro.

La Lega, supportata dai suoi rappresentanti nazionali, in fase di conversione del Decreto, non permetterà tutto questo e si batterà affinché vengano stanziati i finanziamenti necessari a scongiurare una catastrofe economica e sociale che vada a sommarsi al dramma causato dalla Pandemia di Coronavirus e dal lockdown ”,

Antonio Giammusso
Coordinatore Lega Civitavecchia

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