Da Dario Bertolo, Segreteria PD, riceviamo e pubblichiamo.

“Anche se potrebbe sembrare il titolo di un film, in realtà è la fotografia ad oggi di una situazione sociale cittadina al limite appunto della rivolta popolare. 

Manifestazioni, proteste, picchetti ormai quotidianamente sono i titoli  di apertura dei quotidiani e telematici locali. E la domanda che la maggioranza delle persone ( anche quelle che oggi dicono di aver votato i 5S salvo pentirsi amaramente) è sempre e purtroppo sempre la stessa: Che cosa fanno o dicono Sindaco e Assessori? Quale atteggiamento si pensa di adottare a riguardo? Che tipo di risposte si intendono dare?

Purtroppo in questo caso il silenzio è la peggior risposta che la gente possa sentire. L’attribuire perennemente le responsabilità ad altri, con l’aggiunta di un sempre maggiore vittimismo, ormai è un trucchetto che non incanta più. La città chiede una Amministrazione che tuteli tutti, e sottolineiamo tutti, gli strati sociali, le categorie, i lavoratori e le imprese perché un Sindaco eletto ha il diritto di governare e il dovere di farlo nel miglior modo possibile, per il bene della comunità. Invece qui assistiamo ad atteggiamenti totalmente discriminatori riferiti a situazioni alcune per forza di cose ereditate ma altre sicuramente no e che devono necessariamente essere affrontate e risolte, come è negli obblighi di chi amministra a fronte di una volontà popolare. Oppure questa giunta abbia un briciolo di coscienza e dignità e rimetta, appunto, alla stessa volontà popolare il giudizio del suo operato. Ma in questo non coltiviamo troppe speranze.

Se i lavoratori metalmeccanici e delle pulizie di TVN stamani e per la ennesima volta protestano per il diritto sacrosanto al lavoro e alla salvaguardia della identità locale delle aziende, non possono sentirsi dire che la colpa è dell’Enel, della mancata o scarsa formazione del personale o di altre amenità simili. L’impianto energetico è nel comune di Civitavecchia e il sindaco, per i poteri che la legge gli attribuisce, ha il dovere di schierarsi al fianco dei suoi concittadini e aprire un tavolo di confronto con l’ente che possa portare alla stabilizzazione della precarietà ad oggi persistente. 

Se gli ex Italcementi ad oggi non vedono rispettati accordi sottoscritti precedentemente, che riteniamo sacrosanti e vincolanti in quanto firmati da figure istituzionali e non da semplici burocrati, non possono essere abbandonati o peggio fatti capri espiatori per attacchi politici sempre riferiti a passate giunte. Lo stesso dicasi delle scarsissime tutele verso le imprese locali, alle quali sempre più frequentemente vengono attribuite presunte simpatie politiche e per questo discriminate o peggio ostacolate, con risultati in termini occupazionali sotto gli occhi di tutti.

Possiamo continuare con la faccenda Privilege e le promesse che sia l’Autorità Portuale sia il Sindaco, tramite la stipula e la presentazione dell’ormai famoso “protocollo d’intesa” hanno magnificato, vedi quanto riportato al punto “g” della stessa e che, se attuato, sarebbe stato il punto di partenza per una risoluzione del problema. Ovviamente una bugia rimane una bugia.

E poi la dilettantistica gestione della faccenda delle partecipate, HCS e SOT, per passare alle emergenze abitative mai seriamente affrontate e anzi trattate con distacco e arroganza, come del resto viene affrontata la maggior parte dei problemi che quotidianamente affliggono questa città che davvero non si meritava tutto questo. Una visione generale che porta inoltre a disconoscere, a prescindere, quanto di buono e utile hanno fatto le precedenti giunte: pensiamo, a titolo esemplificativo, alle Borse Lavoro con  la quali la  giunta Tidei ha permesso a ben 43 famiglie in grave emergenza economica di affrontare in modo più dignitoso la situazione di crisi.

E allora Sindaco, Assessori, Consiglieri: dove pensate di voler arrivare? Al disfacimento sociale, all’impoverimento graduale e sistematico, oppure pensate che la gente per sfinimento smetta di scendere in piazza, occupare il piazzale del Pincio o manifestare per i propri diritti? Anche il 14 luglio 1789 sembrava che niente potesse accadere e invece sappiamo tutti come è andata. Il paradosso è che in teoria siete voi che dovreste essere la parte rivoluzionaria e non viceversa… Prendiamo infine spunto dal comunicato a firma del gruppo consigliare del PD e riguardante lo spropositato livello di tassazione delle imprese artigiane a Civitavecchia per ribadire e riaffermare la nostra disponibilità al dialogo finalizzato alla risoluzione delle criticità a tutti i livelli. Temiamo però che l’appello del capogruppo e anche il nostro cada desolatamente nel vuoto. Il proverbio dice che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

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