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Duro attacco del Partito Democratico all’attuale maggioranza di Palazzo del Pincio. L’esponente del Partito Democratico Fabio Angeloni parla di fallimento della Giunta Cozzolino su tutti i fronti ed in particolare sul fronte finanziario dove il Comune si prepara ad affrontare un altro buco nel bilancio. “La pressione fiscale è cresciuta del 32% (la sola Irpef del 235%). Servizi in calo del 24%. La “ricetta” Cozzolino “Tasse, debiti e ancora tasse” non ha funzionato e a guardare il bilancio il Comune è già in default. Solo che la Giunta a 5 Stelle non vuole ammettere il proprio fallimento.  E non c’entrano niente gli anni precedenti. Il raffronto 2013 – 2014 parla chiaro. Le spese complessive del Comune sono passate da 99 milioni nel 2013 a 108 nel 2014 coperti con il massiccio ricorso all’indebitamento con banche (che rappresenta il 33% del totale), e con l’aumento delle entrate tributarie da 45 a 52 milioni (inclusi i tributi speciali). 
Nel 2014 il Comune ha incassato  4.7 milioni dall’Irpef, ovvero il 235% in più dell’anno precedente, mentre tra Tosap, Tares, Tari sono entrati nelle casse comunali 18.4 milioni. 
Altri 1.5 milioni sono venuti dal recupero dell’evasione sull’IMU.
Fanno 41 milioni di tasse ordinarie al posto dei 31 milioni del 2013. In totale la pressione fiscale è cresciuta quindi del 32% nel 2014 rispetto all’anno precedente. Cozzolino ha messo dunque le mani nelle tasche dei cittadini per pagare il “gran rifiuto” del 10 milioni del contributo Enel ai quali vanno aggiunti 10 milioni di minori introiti dallo Stato ed enti diversi. Come è stato coperto il buco? Non solo indebitandosi con le banche con il ricorso alla anticipazione dei 5/12 (limite previsto l’anno prima solo per i comuni in default), ma anche rifiutando di completare la ricognizione sui crediti che doveva eliminare dal bilancio quelli non più esigibili, come previsto dalla legge e dalle norme attuative emanate dal Ministero delle Finanze. A farne le spese in maniera clamorosa sono stati anche i servizi erogati in misura di 38 milioni di euro a fronte dei 43.5 dell’anno precedente (ovvero meno 24%). In media la famiglia civitavecchiese, su base annua, ha pagato 550 euro in più e ha ricevuto in cambio minori servizi per 250 euro. Le cifre (tratte dalla Relazione dell’Organo di Revisione) si commentano da sole. 
Se si aggiunge che HCS continua a perdere 5 milioni l’anno che il Comune deve “rimborsare” costantemente e che  i debiti “in pancia” alle partecipate sono passati nel frattempo da 32 a 36 milioni si ha chiara l’idea di una situazione completamente fuori controllo”.

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