Covid, in città diffusione al 3,5%

I dati dell’indagine sierologica del Centro diagnostico Buonarroti su 1801 test effettuati. Dal campione tutto risulta partito da alcuni casi a Santa Marinella.

«Su 1801 test sierologici effettuati abbiamo riscontrato la presenza di anticorpi, quindi positività al contatto con il virus, in 97 casi da cui vanno scorporati i pazienti già presi in carico dalla Asl Roma 4, che sono 34. Abbiamo identificato 63 pazienti che sono corrispondenti al 3,5% del campione esaminato». A fornire i dati è Carlo Tarantino, del Centro diagnostico Buonarroti che in questi mesi si è attivato con i test sierologici per rilevare la presenza degli anticorpi Igg e Igm. Un’eccellenza del territorio che ha lavorato fianco a fianco con il servizio di prevenzione della Asl Roma 4 su un’indagine epidemiologica dai risultati importanti. «Sui primi mille tamponi – ha continuato Tarantino – il dato era del 4,2% quindi abbiamo rilevato un abbassamento ma pensiamo sia normale visto che nei primi mille test sono state esaminate tutte quelle persone che avevano un maggiore bisogno, come ad esempio le categorie a rischio. Torniamo quindi all’ipotesi iniziale del 3% un numero verosimile. Si tratta di un dato comprensoriale con il 95% della popolazione che ha effettuato il tampone residente a Civitavecchia, Santa Marinella, Allumiere e Tolfa». Si tratta di un campione numericamente importante, basta considerare che l’indagine nazionale sarà effettuata su 150mila persone. Tutti coloro che riscontrano una positività dovranno poi recarsi presso la postazione drive-in all’ospedale San Paolo con ricetta dematerializzata per effettuare il tampone. «I dati raccolti – ha spiegato Tarantino – ci hanno permesso di ricostruire la fase iniziale di diffusione del virus. Nel comprensorio i primi sintomatici sono comparsi intorno al 20 febbraio, a Santa Marinella. Si tratta di persone che si erano recate al nord per periodi di ferie. Da lì la diffusione in tutto il comprensorio. A Civitavecchia la maggior parte dei contagi c’è stata dal 1° al 15 marzo. Successivamente sono pochissime le sintomatologie iniziate e si tratta soprattutto di operatori sanitari, familiari e degenti. Per noi – ha concluso – è motivo d’orgoglio il fatto di essere partiti da subito con l’idea di fare questa valutazione e abbiamo sempre seguito le direttive. C’è stata una grande collaborazione con le istituzioni e con la Asl».

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