Coronavirus, Santa Marinella. Aurhelio: “Abbiamo pazientato abbastanza, ora basta. Dopo più di 40 giorni di leggerezza, improvvisazione e minacce, rimanere in silenzio diventa complicità”

In nome del più alto bene della nazione e dei suoi cittadini, dell’emergenza e nel rispetto di coloro che si stanno sacrificando per l’incolumità di tutti, abbiamo ritenuto di rimanere in silenzio anche quando – dopo innumerevoli sollecitazioni – l’amministrazione comunale aveva preso coscienza della necessità di costituire un tavolo di emergenza. Successivamente, seppur davanti ad evidenti confusioni e disarticolazioni, abbiamo ritenuto di segnalare alcune proposte. Oggi, dopo più di 40 giorni di improvvisazione e sceriffate, ci troviamo costretti a condannare questa amministrazione di assoluta inadeguatezza. Non entrando nel merito della gestione della crisi a livello nazionale, ci corre l’obbligo – perché in opposizione a questa maggioranza, di controllare eventuali errori e proporre suggerimenti tesi a risolvere molte criticità che sono emerse. È a tale riguardo che se qualcuno dei novelli sceriffi di Nottingham della città, pensa di far dimenticare la sottovalutazione del rischio mostrata, ostentando oggi una ferocia degna della spettacolarizzazione del potere, volendo intimorire i cittadini con dirette Facebook, sappia che si sbaglia di grosso.
Come nel più classico dei film distopici, abbiamo assistito ad un mutamento di scene che farebbe rabbrividire anche Dario Argento. I membri dell’amministrazione partivano con la denuncia delle fake news, passavano all’accusa di sciacallaggio e allarmismo verso chi sollecitava di improntare tavoli di emergenza (http://www.aurhelio.it/a-santa-marinella-per-il-coronavirus-il-sindaco-e-lamministrazione-comunale-si-attivino-per-costituire-una-cabina-di-regia-per-affrontare-un-eventuale-crisi-sanitaria/).
A febbraio, mentre ricevevamo informazioni da oltre un mese sull’espansione della epidemia anche in Italia, i cavalieri dell’apocalisse ci deliziavano con messaggi rassicuratori, per poi pian piano giungere a vere e proprie minacce, cavalcando nel migliore dei modi la mossa del bis pensiero.
Ieri, prendendo sottogamba il problema, oggi – volendo far dimenticare quelle sottovalutazioni, ostentando una ferocia inaudita, anche attraverso la colpevolizzazione dei cittadini, arrivando addirittura a vietare l’attraversamento di aree della città, come se il problema fossero i luoghi e non giustamente gli assembramenti. Un atteggiamento inadeguato che ha generato una serie di ansie, paure e delazioni, che hanno colpito a giro: runners, cani, bambini, romani o poveri anziani che prima che venissero improntate alcune misure, si recavano fuori casa per soddisfare le quotidiane necessità. Addirittura invocando le punizioni delle forze dell’ordine e la minaccia d far scendere in strada l’esercito.
Dunque, passando dall’amore universale, attraverso le cene contro il razzismo, gli abbracci con i cinesi, sbraitando contro salvini e meloni untori del virus della paura, si è giunti a forme di imposizioni autoritarie che ci avevano abituato a connettere ai loro storici spauracchi, i fascisti e i nazisti.
La sommità dell’incitamento alla delazione, si è raggiunta con i discorsi del Sindaco alla nazione il 15 e il 17 Marzo, attraverso facebook – nemmeno fosse un capo di stato. È normale trovare le comunicazioni del sindaco su un social network di privati? In esse, ci ha parlato di irresponsabili che hanno DIVULGATO il virus (si riferiva forse a ZIngaretti e ai suoi aperitivi?), del suo caso, di cittadini che gli inviavano video, di denunciare – “cacciare, umiliare, denunciare alla pubblica gogna” chi veniva visto acquistare un etto di tonno o quattro mandarini. Probabilmente il meccanismo di autoalimentazione della sua foga epuratrice, dopo essere arrivata agli adepti, è tornata al mittente amplificata al massimo grado.
Non sazio, il Sindaco doveva deliziarci con la moltiplicazione delle mascherine che per ben due volte – con comunicazioni tramite facebook, inutili e dannose, che hanno creato false aspettative – ha messo in difficoltà i volontari che quel materiale prezioso lo avrebbero dovuto gestire. Inoltre, qualche giorno dopo, quelle mascherine sarebbero divenute oggetto di una questione molto delicata sollevata dal Centrodestra locale. Non solo non rientravano tra quelle ritenute idonee dall’ente che ne verifica la validità ma addirittura sono state accompagnate in una busta – in alcuni casi senza cellophane protettivo – da una lettera del sindaco. Forse la necessità epistolare del Sindaco non ha compreso il pericolo che, se la procedura di produzione del kit non ha mantenuto il livello di asetticità richiesto, per le fasce anziane a cui sono state consegnate, potrebbe rappresentare un elemento di nocività elevata.
Ci sarebbe molto di più e molto di peggio da dover elencare, ma ci fermiamo qui. Volendo fare chiarezza soprattutto su un punto, sotto il mantello dell’emergenza nessuno pensi di essere esentato da critiche e sollecitazioni. Ad ognuno il proprio ruolo.
La nostra premura, ora, è quella di elencare le proposte che riteniamo opportune da sottoporre all’amministrazione. Ci auguriamo che quest’ultima le vorrà far sue, perché a differenza di molti dei suoi consiglieri e delegati – che paiono scomparsi nel nulla – così come per tutte le emergenze che si sono determinate negli ultimi 10 anni in Italia, noi ci siamo sempre stati e sempre ci saremo.
Proposte già segnalate:
  • 22 Febbraio, Costituzione di un tavolo di emergenza per fronteggiare il contagio da CORONAVIRUS (poi costituito il 26).
  • 27 Marzo, maggiore disponibilità di giorni e orari anche con orari pomeridiani per le poste di Santa Marinella, riapertura dell’ufficio postale di Santa Severa (la sede delle poste di Santa Severa è stata riaperta seppur a giorni alterni).
  • 27 Marzo, attivazione di un servizio di anagrafe on line di reperimento idraulici, elettricisti e tecnici generici che diano disponibilità per interventi urgenti.
Le nuove proposte:
  • Creazione immediata di un conto corrente bancario per le donazioni da parte di grandi imprese infrastrutturali, di utilities, trasporti (pubbliche e private), che operano e fatturano sul nostro territorio. In alternativa, creare dei pacchetti di buoni spesa utilizzabili solo presso le imprese del territorio comunale, da far acquistare alle grandi aziende e donarle ai cittadini meno abbienti, anche per necessità non alimentari, per far ripartire l’economia dei servizi.
  • Emporio solidale: recupero eccedenze alimentari dalle attività commerciali e ridistribuzione ai poveri.
  • Maggiori attenzioni alle famiglie con disabilità, sia come fornitura di beni essenziali che di presidi medici e ospedalieri.
  • Creazione elenco per la produzione e donazione di mascherine alla città, da parte di sarti e sartorie locali con materiali in dono.
  • Organizzazione maggiore sanificazione di locali pubblici e aree adiacenti di maggiore frequentazione (farmacie, poste, banche, supermercati, etc) n
  • Appello alla chiamata di volontari civici, per gli ingressi dei supermarket e la gestione degli accessi per gli uffici comunali.
  • Creazione di un canale in streaming della biblioteca civica, per letture creative e organizzazione di consegne a domicilio per adulti e bambini.
  • Autotassazione dei membri della giunta comunale e dei consiglieri comunali con i propri gettoni di presenza, per ulteriore acquisto pacchi alimentari o buoni spesa non alimentari spendibili esclusivamente sul territorio comunale.
  • Ordinanza comunale per autorizzare i disabili gravi e le persone colpite da autismo ad uscire oltre i 200 mt da casa per terapie e passeggiate.
  • Ordinanza per le grandi attività commerciali, rendendo obbligatoria la sanificazione dei carrelli della spesa.
  • Costituzione di un centro di distribuzione di cibo per animali per le famiglie indigenti, donato da imprenditori locali.
Il direttivo del Centro Studi Aurhelio