CONSAPEVOLEZZA, DELUSIONE E RAGIONE di Alessandro Spampinato (1^ parte)

11 Luglio 2021

“Mi dica dottore, come mai più capisco come funzionano le cose e le persone e più mi sento triste, amareggiata e delusa? La consapevolezza non dovrebbe postare alla felicità?”. Questa è una delle domande veramente toste cui uno psicologo è sottoposto quotidianamente dai suoi pazienti in analisi. Ammesso che ci sono diversi stadi e livelli di consapevolezza, personalmente penso che essa, all’inizio, sia accompagnata da un senso profondo di delusione. La delusione è il primo sintomo di un risveglio interiore nei confronti della vita. D’altronde deludere viene dal latino deludĕre che vuol dire: «prendersi gioco». Ludus vuol dire: «gioco» e quindi esprime l’dea di rendere vane le speranze, venire meno all’aspettativa di qualcuno e del prendersi gioco di. Quando ci si sveglia si esce dal sogno, dall’illusione che è il gioco della vita. Pensiamo a quando da piccoli credevamo a Babbo natale o alla Befana e al momento in cui abbiamo preso coscienza che si trattava dei nostri genitori. Così è un po’ per tutte le esperienze della vita come la scuola, lo sport, il lavoro, la politica, l’arte e lo spettacolo, il matrimonio e alla fine dei giochi, appunto, la vita stessa. Da ragazzi avevamo i nostri idoli che potevano essere la band rock del momento, il calciatore più bravo o un rivoluzionario, un filosofo o uno scrittore, ecc. Poi si cresce, magari si arriva anche a conoscere personalmente queste persone o a occuparsi di cultura, di arte, di politica e si rimane profondamente e tristemente delusi. La delusione ha a che fare anche con il sentirsi traditi. Così quando i genitori o gli insegnanti a scuola a cui credevamo perché erano i nostri punti di riferimento e volevamo loro bene ci dicevano: “impegnati, studia, metticela tutta e vedrai che diventerai qualcuno… dai il meglio di te e sarai premiato… comportati bene e sarai rispettato… ecc.” e poi ci siamo accorti che sostanzialmente non glie ne frega niente a nessuno e che le logiche della politica, dell’economia e del lavoro sono tutto tranne che meritocratiche, cosa abbiamo provato?

continua…

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