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Concordia. Mecozzi: “Le responsabilità della politica, delle imprese e dell’Autorità Portuale”

2 Luglio 2014

“Il governo ha scelto Genova per la demolizione della Costa Concordia. Me ne rammarico”. Questo il commento del consigliere comunale di Civitavecchia Mirko Mecozzi, che aggiunge: “la città perde una grande occasione occupazionale in un momento di estrema fragilità”.
 
Analizzando le cause che hanno portato il governo a snobbare il nostro scalo, Mecozzi individua i punti cardine del disastro nell’incapacità del tessuto imprenditoriale, nella litigiosità della politica ed in una scarsa propensione dell’autorità portuale a far diventare Civitavecchia realmente il centro del Mediterraneo. “Il preventivo presentato dal consorzio civitavecchiese” puntualizza il consigliere Mecozzi “era spropositato. Il fatto che si sia sgonfiato di quasi un terzo a poche ore dalla sua presentazione, rasenta l’insulto. Evidentemente le imprese coinvolte devono studiare ancora molto per diventare competitive su di un mercato di scala europeo. Devono comprendere, anche, che il ruolo delle imprese è di creare plusvalore, non quello di essere semplici strumenti di altre partite a scacchi”. 
 
Per quel che riguarda la politica, Mirko Mecozzi è stato chiaro: “Quando c’è in gioco una partita importante per il destino della città, bisognerebbe fare squadra. Ogni partito o movimento politico dovrebbe diventare impermeabile alle pressioni che vengono da fuori. Il nostro impegno è anzitutto con la città, per la città”.
 
Sull’autorità portuale l’ex assessore Mecozzi interviene con spirito collaborativo: “L’autorità portuale ha sempre detto di voler agire affinché Civitavecchia sia il centro del Mediterraneo. Oggi siamo solo un marciapiede che porta ad una stazione ferroviaria. La vicenda della Concordia è il simbolo, anche, dell’impotenza della nostra Autorità Portuale, che non è stata capace, evidentemente, di perorare a sufficienza la causa dello smaltimento a Civitavecchia. Il Presidente Monti non può pretendere di prendere tutte le decisioni in perfetta solitudine. Come già detto è tempo di fare squadra”.
 
Mecozzi chiude il ragionamento invitando ad una stagione nuova nella politica cittadina: “Civitavecchia ha bisogno di essere difesa e sostenuta. Il recente tavolo su TVS non ha visto neanche l’invito ufficiale al comune. Gli altri sindaci si sono presentati lo stesso, sfidando gli enti sovraordinati. Noi non c’eravamo. Siamo stati debolissimi a far valer le nostre ragioni sul caso Concordia, ad ogni livello: persino Piombino, uno scalo palesemente inadatto, ha potuto alzare la voce e farci concorrenza. Siamo troppo ‘buoni’, bisogna avere il coraggio di sbattere i pugni sul tavolo e farsi sentire. 
 
E se ve lo dice un moderato, dovete crederci …”
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