Comitato usi civici: “L’UNIVERSITA’ AGRARIA PERDE DI NUOVO UNA CAUSA CONTRO 9 CITTADINI”

17 Ottobre 2020
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Il 7 ottobre è stata emessa dal Giudice del Commissariato Usi Civici la sentenza di primo grado  43/2020 che libera dagli usi civici le proprietà di altri 9 ricorrenti e giudica infondate le  pretese dell’Università Agraria.

 Si tratta di proprietà situate nella tenuta delle Mortelle,  zona  della città densamente edificata dove abitano circa 5000 famiglie  colpite da questo assurdo ed inesistente vincolo  di uso civico.  I documenti ritrovati  dal nostro Comitato dimostrano che tutta Tenuta delle Mortelle, cioè la maggior parte dei terreni rivendicati come demaniali dalla U.A., è libera da ogni vincolo ed infatti  questi documenti hanno permesso ai ricorrenti di ottenere una seconda  sentenza favorevole a pochi mesi dalla prima. La motivazione è inequivocabile in quanto il giudice  dichiara che  “ essi (i terreni) sono allodiali, di natura privata dal 1827, disciplinati dall’0rdinamento civile dello Stato Italiano” e quindi non appartenenti al patrimonio dell’U.A.

Con questa sentenza il giudice considera e valida proprio le vendite avvenute nel 1827, come da tempo asseriamo, seppure inascoltati da questa U.A.,   ed infatti il Giudice sostiene che  da quella data inizia  la allodialità dei terreni. Sappiamo che legalmente i terreni liberati sono soltanto quelli dei ricorrenti, ma essendo i nostri documenti validi e disponibili, lo ripetiamo fino allo stremo, per tutta Tenuta delle Mortelle, chiediamo all’U.A.,  di procedere immediatamente ad una nuova ricognizione catastale  che tenga conto della ampia produzione documentale “ inedita” (frase riportata in sentenza). La documentazione è   disponibile presso l’U.A. dall’inizio del 2019   e permetterebbe di liberare in breve tempo dalla morsa di vincoli inesistenti e dal costoso stillicidio di innumerevoli cause, migliaia di concittadini. Una  nuova ricognizione catastale per quanto detto è necessaria, vista anche la sospensiva su Tenuta delle Mortelle che la stessa Regione impone con la delibera 476 del 21 luglio 2020 e vista la opportunità di rivedere la posizione del ex mappale 309 alla luce della sentenza  di appello cron. 103 del 10 giugno 1993 ( vedi video al link: https://youtu.be/z__QYJvVqpc ) che se  correttamente interpretata, libera dal demanio    circa 1500 famiglie.

Auspichiamo che l’U.A., con il suo presidente decaduto Daniele De Paolis e i sui  consiglieri decaduti Damiria Delmirani e Renzo Crisostomi, abbiano il pudore di non presentarsi con le solite frasi  generiche e inopportune, soprattutto dopo due sentenze sfavorevoli,  definendoci  “Comitato di agitatori” che usano “concetti e parole in libertà” e  prendano atto finalmente  della situazione.   Per comprendere i nuovi documenti non serve essere luminari del settore, non serve neppure dare ulteriore incarico a Monaci, basta  leggerli interpretandoli come fatto nelle sentenze, e si risparmierebbero le lucrose parcelle che U.A. continua  ad elargire per cercare di dimostrare l’indimostrabile.

Signori del comitato esecutivo il vs mandato è scaduto da aprile, non ostacolate oltre la nostra comunità:    fissate immediatamente la data delle elezioni permettendo ai soci di votare liberamente una  amministrazione che abbia la correttezza di procedere ad una nuova ricognizione catastale.

Il Comitato usi civici

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