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forno crematorio

Il comitato “No a questo forno crematorio” : “Nessuno fa del terrorismo psicologico”

14 Agosto 2016
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“Fino ad oggi, nei vari contatti avuti con alcuni membri della Amministrazione comunale riguardo il forno crematorio era, in verità, sembrato che il progetto in itinere fosse accettato, obtorto collo, come una iattura ereditata che non poteva essere più ostacolata con alcun mezzo a disposizione del potere pubblico. L’esternazione del dr. Floccari, che si presume rappresenti anche il pensiero politico della maggioranza, fa ricredere su quanto fin qui, diciamo pure,  “sperato “.  Siamo oltremodo dispiaciuti  del termine ” subdolo ” nel  commentare le asserzioni di questo comitato. Qui nessuno sta facendo del terrorismo psicologico ne sparla a vanvera ed è presto detto:
– a pag. 20 della Relazione descrittiva generale del progetto si legge: …..qualora ce ne fosse la necessità di installare altre due linee di cremazione con le stesse caratteristiche per una dotazione complessiva di  quattro linee…
– a pag. 25 della medesima Relazione : Il crematorio FTII della Facultatieve Tecnholgies, installato con filtro predisposto per due forni…….
– a pag. 26 della medesima Relazione : Costruzione robusta. una progettazione in grado di effettuare 8 o più cremazioni al giorno…….
– a pag. 28 della medesima Relazione : possibilità di cremare anche apparecchi elettromedicali, casse di zinco e sistema di raccolta zinco separato dalle ceneri; la combustione dello zinco, che l’impianto può tranquillamente sostenere ma che è decisamente nociva, sarà evitata ricevendo le salme in casse prive di parti metalliche.
– a pag. 38 della medesima Relazione : non essendovi una normativa  di riferimento specifico per gli impianti di cremazione i riferimenti  legislativi  sono per similitidini quelli applicati  agli impianti di termodistruzione dei rifiuti di tipo urbano.
– a pag. 42 del Disciplinare descrittivo : …possibilità di cremare feretri provenienti  da estumulazioni posti in casse di zinco….
– a pag. 28 della Relazione Paesaggistica : …perchè nel nostro territorio non esiste una distribuzione uniforme di impianti di cremazione. Esiste una difficoltà di installazione di nuovi impianti, per il timore di inquinamento.
Pertanto si ribadisce che il forno crematorio approvato non è solo al servizio del nostro comprensorio ma va a servire anche Roma e quindi la popolazione di mezzo Lazio ( vedi anche per questo le planimetrie allegate con molta dovizia di particolari al progetto ). E’ quindi un mega forno industriale e non zonale come allora previsto nel progetto-variante del 1990.  Approvando gli elaborati di progetto, si approva anche la possibilità, non remota che le linee possano diventare facilmente quattro. I conti sono presto fatti  16 cremazioni al giorno per 300 gg. l’anno fanno 4800….a dir poco.  Comsumo stimato 20-30 m3 di metano a cremazione.
Smettiamola poi di mescolare il presente problema con il principio della cremazione e sul  suo sempre maggior uso,  sul quale nessuno è in disaccordo. In Italia sembrano esserci in funzione 52 forni crematori. Ne abbiamo uno a 40 minuti di strada a Viterbo. Facciamocelo per il momento bastare”.
Comunicato del comitato ” No a questo forno crematorio “.

 


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