Sabrina-De-Paolis

Centinaia le segnalazioni dei cittadini che arrivano all’Associazione dopo il comunicato del Comune relativamente al pagamento della Tari.

Infatti, la maggior parte dei cittadini si sono visti recapitare le bollette solo dopo il 9 agosto, ben dopo la 1° scadenza del 31/7 prevista per il pagamento della prima rata.  E certamente sarebbe stato impossibile riceverle prima, dato che il Comune afferma di averle “regolarmente” date alle Poste il 28 luglio, cercando così di “scaricare” la colpa sulle Poste, adducendo a un inverosimile “ritardo della consegna”.

Inoltre, la nota del Comune conferma la scadenza del 31 agosto, ma non dà alcuna indicazione precisa sulla “tolleranza” che dice di voler applicare su quella del 31/7.

 Quindi, nessuna proroga dal Comune per venire incontro ai cittadini.

 Invece, su alcuni media, si legge che sarà accettata senza sanzioni una settimana di ritardo del pagamento dalla data di ricezione. Ma considerando che almeno la metà dei cittadini ne verrà a conoscenza solo al rientro dalle vacanze, questa indefinita tolleranza temporale del Comune ci sembra un’utopia.

E’ inoltre doveroso che il Comune tenga conto che sono in tantissimi a non aver ancora ricevuto la bolletta, soprattutto a S. Gordiano e zone limitrofe. Per loro, quale sarà la tolleranza applicata?  

Il Codacons ritiene invece che il Sindaco dovrebbe tenere in debita considerazione le difficoltà dei cittadini -sia quelli logistici relativi alla tardiva spedizione delle fatture, sia quelli economici- e prorogare la scadenza del 31 luglio  al 30 settembre, anche tenendo conto che, con la spedizione ritardata delle bollette, si sta chiedendo ai cittadini di pagare 2 rate nello stesso mese. Mentre lo stipendio, è uno solo. Anche tenendo presente che in giugno si è pagata la Tasi, che i cittadini dovranno ancora saldare nei prossimi mesi.
Alla luce di tutto ciò, e considerando che si tratta di una tassa corrispettiva ad un servizio essenziale, la minaccia di sanzioni in caso di ritardato pagamento può configurare un tentativo di estorsione da parte del Comune, ragion per cui il Codacons chiede al Capo della Procura Amendola di verificare quanto sta avvenendo a Civitavecchia.
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