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Novanta giorni di tempo sono stati concessi al Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, o a un suo delegato, per verificare l’eventuale livello d’inquinamento prodotto dalla Centrale elettrica Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia. Il termine è stato stabilito dal Tar del Lazio con un’ordinanza istruttoria emessa nell’ambito di un ricorso amministrativo proposto per contestare il decreto di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio della centrale elettrica. Con il ricorso in questione, il Codacons, l’associazione Articolo 32 Aidma (Associazione Italiana per i Diritti del Malato) e numerosi cittadini sostengono che il decreto di rinnovo dell’Aia sarebbe stato emanato “senza un’adeguata valutazione dei profili di rischio”. Nel giugno dello scorso anno, il Tar ritenne necessario svolgere un’istruttoria, al fine di approfondire profili non ancora sufficientemente esplorati, affidandola al Cnr e al Comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Roma. Il presidente del Cnr ha comunicato di non poter assolvere all’atto, ma i giudici amministrativi hanno ritenuto ugualmente necessarie alcune verifiche tecniche (verifica della concentrazione di microinquinanti, verifica se tali emissioni superano i valori limite in concentrazione stabiliti, verifica della concentrazione di radiazioni ionizzanti emesse dal carbone utilizzato, verifica della concentrazione giornaliera di monossido di carbonio). Da ciò, l’affidamento del nuovo incarico al Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, o un funzionario da lui delegato. La relazione, corredata degli atti amministrativi di riferimento e di eventuali rilievi e fotografici, dovrà essere depositata entro novanta giorni. Nuova udienza di discussione, il 17 giugno.

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