Purtroppo, non è il titolo di una poesia. Si tratta della condizione politica nella quale il Sindaco Tedesco si trova ad operare. La questione, ovviamente, conquista il nostro interesse non tanto sul piano umano ma su quello politico.

Da notizie di stampa, qualora venissero confermate, apprendiamo che i partiti della maggioranza che sostengono il Sindaco non avrebbero condiviso la parte di un documento che proponeva una sua ricandidatura, per l’incarico di primo cittadino, alle prossime elezioni amministrative.

E sarebbe il primo, tra tutti i sindaci che sono arrivati a fine mandato e che si dichiarano disponibili a proseguire, che troverebbe la strada sbarrata dalla sua stessa maggioranza.

Si potrebbe tradurre che avendo governato, i partiti del centro-destra, assieme al Sindaco e toccato da vicino, con le proprie mani, i limiti della sua conduzione non vorrebbero neppure sentir parlare di eventuali riconferme.

Ciò che preoccupa, del teatro dell’assurdo al quale siamo costretti ad assistere, è che siamo ancora lontani dalle prossime elezioni comunali.

Come pensa il Sindaco di amministrare la città, per il tempo che rimane della consigliatura, in totale solitudine e privo della fiducia di coloro che, in primo luogo, dovrebbero essere i suoi principali sostenitori?

Pensiamo, giunti a questo punto, che, se quanto rappresentato dovesse corrispondere al vero, rassegnare le proprie dimissioni, con un sussulto di dignità, andrebbe a beneficio non solo dell’uomo ma della importante carica che riveste e in generale aiuterebbe la città a dotarsi di una amministrazione stabile, autorevole, sufficientemente omogenea e in grado di affrontare i problemi irrisolti di una comunità sofferente, sotto il profilo economico, sociale e culturale.

Il Partito Democratico e il Gruppo Consiliare di Civitavecchia

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