Il Comune di Cerveteri, su proposta della sezione ARCI di Civitavecchia ha aderito al progetto umanitario denominato Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), finanziato totalmente dal Servizio centrale del Ministero degli Interni.
Al progetto hanno aderito anche i Comuni di Civitavecchia e Santa Marinella e consiste nella realizzazione di un sistema di accoglienza integrata che sia in grado di rispondere alle emergenze umanitarie che, anche in questi giorni, stanno interessando l’Isola di Lampedusa e l’intero territorio nazionale.
“Abbiamo avvertito l’obbligo morale – ha spiegato Francesca Cennerilli, Assessore ai Servizi alla Persona del Comune di Cerveteri – ma anche la ferma volontà di fare qualcosa di concreto, di contribuire in qualche modo ad affrontare le attuali e drammatiche emergenze migratorie che interessano il nostro Paese. Anche Cerveteri, quindi, ha assicurato la sua solidarietà non solo agli uomini e alle donne che sono costretti da cause di forza maggiore a migrare lontano dai propri Paesi, ma anche nei confronti dei nostri connazionali di Lampedusa e di tutte le altre città italiane che, più di altre, affrontano quotidianamente il dramma della migrazione”.
“Saranno otto i migranti rifugiati destinati a risiedere a Cerveteri – ha spiegato l’Assessore Francesca Cennerilli – dove sono certa che troveranno tutta l’accoglienza che meritano. La nostra Comunità cittadina, lo ha dimostrato già tante volte, è davvero fondata sui valori della solidarietà e della fratellanza. Inoltre, è bene specificarlo, l’accoglienza e tutte le attività di assistenza saranno corrisposte direttamente all’interno della rete dello SPRAR e perciò il nostro Comune non dovrà affrontare alcun onere con proprie risorse né mettendo a disposizione proprio personale. La nostra unica responsabilità sarà quella di far sentire queste otto persone come a casa propria e di facilitarne il percorso di inserimento sociale”.
“I progetti territoriali dello SPRAR – ha commentato Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri – sono caratterizzati dalla volontarietà della rete degli enti locali. A differenza del panorama europeo, infatti, in Italia i progetti sono ideati e attuati a livello locale, con la diretta partecipazione degli attori presenti sul territorio. Questo contribuisce senza dubbio a costruire e a rafforzare una cultura dell’accoglienza all’interno delle comunità cittadine e perciò favorisce la continuità dei percorsi di reinserimento. Vorrei a questo proposito evidenziare le riflessioni che Papa Francesco ci ha suggerito in questi ultimi mesi sui temi della migrazione e dell’emergenza umanitaria, parole e riflessioni che mi sento di condividere pienamente. Credo che sia veramente arrivato il momento di fare qualcosa di concreto e, come sempre, la nostra Città non lascerà indietro nessuno. Vorrei infine ringraziare l’Arci di Civitavecchia e gli Uffici comunali che hanno organizzato in pochissimo tempo il progetto a livello locale, il Ministero degli Interni che ha assicurato la totale copertura economica di questa iniziativa umanitaria attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, e le realtà del Terzo Settore che si sono già dimostrate disponibili a collaborare”.
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