facetoface

“La vicenda del cantiere della “Face to Face” in via Terme di Traiano, rischia di assumere i contorni della beffa.” Sono queste le parole dell’ex consigliere comunale Vittorio Petrelli che è tornato a parlare della questione, sulla quale dal 2010 è aperta un’inchiesta della Procura della Repubblica che ha disposto il blocco ed il sequestro del cantiere. La beffa, secondo Petrelli, sta nel fatto che la richiesta di risarcimento danni di 400.000 euro da parte dell’ingegnere Marco Censasorte, rischia, nel caso venga accordata, di ricadere nelle tasche dei cittadini. A seguire la lettera di Petrelli inviata al sindaco Pietro Tidei, ai consiglieri comunali ed al presidente della commissione urbanistica. “Gentile Sindaco, consiglieri, Presidente, il ricorso al TAR nr. 4947/2011 contro l’Amministrazione comunale è legato alla nota vicenda urbanistica dell’area in via Terme di Traiano, n.69, sulla quale era stata programmata, tramite una D.I.A., prot. 285/10, una demolizione, ricostruzione ed ampliamento volumetrico, presentata ai sensi della L.R. 21/2009. La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta ed il 3 dicembre 2010 ha disposto il blocco ed il sequestro del cantiere; inoltre ha richiesto il rinvio a giudizio anche del direttore dei lavori, Ing. Marco Censasorte, attuale Delegato del Comune, oltre ad alcuni proponenti dell’edificazione nonchè un ex consigliere comunale. Nell’azione legale amministrativa il collegio giudicante, con apposita Ordinanza nr. 798 del 28/03/2013, ha richiesto all’ufficio urbanistico una relazione dettagliata e documentata. Il Dirigente, Arch. Ermanno Mencarelli, ha riscontrato l’Ordinanza con un documento non in linea con quanto richiesto sia per la forma che per i contenuti. La nota dell’arch. Mencarelli risulta non chiara, non documentata ed elude la posizione iniziale del comune che con Det. Dir. n.798 del 28.03.2011 aveva annullato la D.I.A. per l’assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica. Grazie alla contraddittorietà del documento del dirigente Mencarelli il comune rischia di soccombere alla richiesta di risarcimento danni quantificato nella misura di 400.000 euro più spese legali! In questa storia la tutela del paesaggio ed il rispetto della legalità per una volta affermati con determinazione attraverso l’annullamento della DIA in autotutela, incontrano oggi un dirigente, Ermanno Mencarelli, che non fornisce chiarimenti in merito alla legittimità paesaggistica ed urbanistica ma si limita a contraddire il suo predecessore. Ed incontrano oggi l’attuale delegato del Comune, l’ing. Marco Censasorte, che richiede 400.000 euro di danni allo stesso comune che rappresenta. Tutto questo nonostante che anche il Tribunale del riesame di Roma ha sentenziato che “è palese l’esigenza di impedire l’ultimazione di un manufatto abusivo e quindi di evitare che il reato commesso venga portato a conseguenze ulteriori.” rigettando la richiesta di dissequestro dell’area, Alla luce dei sopraindicati fatti comprenderete come sia fondamentale che la Politica e i rappresentanti istituzionali intervengano nel procedimento che vedrà il prossimo 20 giugno la prima udienza, al fine di evitare quello che ha il sapore di una beffa in particolare, per i cittadini/contribuenti. Infatti se la richiesta di risarcimento danni fosse riconosciuta, passerebbe l’assioma che i rischi d’impresa, qualora non si giunga a buon fine, debbano essere pagati dalla collettività. E’ necessario intervenire anche per compensare e superare quell’ambiguità di alcuni funzionari che mettano a repentaglio la “res publica” e l’immagine di una pubblica amministrazione fondata sulla certezza delle regole troppo spesso prestate ad interpretazioni ambigue. Per i motivi di cui sopra invito ad adoperarsi anche nel procedimento penale, la cui prima udienza è stata fissata il prossimo 25 giugno, affinché venga proposta la costituzione di parte civile. Si invita altresì a valutare l’inopportunità di mantenere alle deleghe per lo sviluppo e per i piani di zona un tecnico che è sottoposto al rinvio a giudizio in un procedimento per abuso paesaggistico ed urbanistico Mi auguro, in fine, che venga attivata ed indirizzata l’azione di competenza della Commissione consiliare al fine di: formalizzare al Dirigente dell’ufficio urbanistico la richiesta di redigere una relazione che risponda ai requisiti di dettaglio e documentazione come richiesti dal collegio giudicante del TAR e che sia chiaramente esplicita sulla classificazione urbanistica dell’area. Rimango a disposizione per ogni eventuale chiarimento che si rendesse necessario”. Civitavecchia 10 giugno 2013 Cordialità

Vittorio PETRELLI già consigliere comunale che ha seguito la vicenda nella precedente amministrazione

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