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Caiazza (CGIL): “Polemiche da ignoranti sulla bandiera della pace”

23 Agosto 2014

“E’ stata la CdLT CGIL “Roma Nord Civitavecchia” con orgoglio, su richiesta del Sindaco Cozzolino, a donare al Comune di Civitavecchia la bandiera della Pace che da molte settimane sventola dal balcone del Palazzo del Pincio”.

Lo rivela, dicendosene orgoglioso, il segretario generale dell’organizzazione sindacale, Cesare Caiazza, al quale lo aveva chiesto il sindaco Cozzolino. 

“Lo abbiamo fatto con l’intento di dare un piccolo contributo, facendo in modo che la città di Civitavecchia (medaglia d’oro all’onore civile per le vittime e le distruzioni subite durante la seconda guerra mondiale) potesse esporre – in una fase nella quale lo stesso Papa ha parlato degli orrori di quella che ha definito la terza guerra mondiale fatta per pezzi – uno dei simboli internazionali della pace: la bandiera arcobaleno.

Non è la prima volta, in ragione dell’esposizione della bandiera della pace davanti sedi istituzionali, che qualche “ignorante” solleva questioni di “costituzionalità e legalità”. A tale proposito riporto il parere dell’ Avvocato Maurizio Ghinelli, Patrocinante in Cassazione, redatto negli anni della guerra scatenata da Bush in Iraq, quando tantissimi Comuni italiani (a partire da quelli di Roma e Firenze) esposero le bandiere arcobaleno. “L’art. 12 del D.P.R. 07/04/2000 n. 121 (Esposizione delle bandiere  all’esterno degli Edifici pubblici) DEMANDA all’autonomia normativa e regolamentare delle Pubbliche Amministrazioni (COMUNE – PROVINCIA – REGIONE) la possibilita’ di esporre gonfaloni e/o bandiere diverse da quella Nazionale e dell’Unione Europea. (obbligatorie “ex lege”).

Il DPR n. 121/2000 NON CONTIENE alcuna sanzione penale ne’ alcun rinvio espresso a NORME del Codice Penale.

Pertanto l’esposizione della bandiera internazionale della PACE non costituisce reato, in quanto non esiste nel nostro ordinamento alcuna specifica norma sanzionatoria. Deve quindi applicarsi correttamente il principio di diritto “NULLUM CRIMEN , NULLA POENA SINE LEGE”!

Nel diritto penale vige il principio della TASSATIVITA’ della norma e quindi il divieto dell’analogia, ne consegue che in assenza di una norma penale specifica NON esiste alcun reato.

NON e’ possibile neppure applicare il reato di vilipendio della bandiera dello Stato, previsto dall’art. 292 c.p.

Infatti il vilipendio della bandiera Nazionale presuppone una manifestazione di spregio o disprezzo del nostro tricolore; a tal proposito il Tribunale di Milano ha correttamente sostenuto che:”Il vilipendio punito dall’art. 292 c.p. non e’ qualsiasi forma di dissenso politico e aggressione allo Stato ed ai suoi simboli rappresentativi, bensi’ e’ il comportamento gratuitamente offensivo e fine a se stesso esorbitante dal legittimo esercizio della liberta’ di manifestazione del pensiero, in quanto non funzionale alla manifestazione di critica politica” (25/5/2001). Esporre la bandiera dell'”arcobaleno” NON solo non costituisce alcuna “disprezzo” per il tricolore italiano, ma anzi fa ONORE alla bandiera Nazionale proprio perche’ serve a ricordare ai cittadini ed ai governanti quanto e’ stabilito dall’art. 11 della Costituzione Repubblicana:”L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA ALLA LIBERTA’ DEGLI ALTRI POPOLI E COME MEZZO DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI”. Vista poi la provenienza della denuncia di illegalità per l’esposizione della bandiera arcobaleno davanti il Comune di Civitavecchia, a proposito di Costituzione, andrebbe ricordata e applicata la norma e le successive leggi che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del “disciolto partito fascista”.

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