Il segretario locale della CGIL Cesare Caiazza interviene nuovamente sulla questione delle municipalizzate.

“Giudico le esternazioni di Giovanni Moscherini, sui problemi connessi alle sorti di HCS, di pessimo gusto. Segnate da una spudorata volontà di “sciacallaggio politico” intollerabile e vergognosa almeno per due motivi. Il primo, evidente a tutti, è connesso al tentativo di “speculazione” su danni e macerie lasciate in eredità proprio dalla gestione clientelare ed allegra dell’amministrazione guidata dall’ex Sindaco. Il secondo – ancora più grave – attiene alla disinvoltura, alla spregiudicatezza ed al cinismo con i quali si affrontano, per meri calcoli di convenienza politica, situazioni drammatiche che interessano il futuro di molte centinaia di lavoratori e le sorti di una intera città. Ed è proprio partendo dalla gravità di una situazione che, se non governata sapientemente, rischia di trascinare verso il dissesto finanziario l’intera amministrazione comunale di Civitavecchia – con conseguenze tragiche, a quel punto, su oltre mille posti di lavoro e sull’intera cittadinanza – che come OO.SS. abbiamo assunto un atteggiamento di grande responsabilità. Non abbiamo recriminato su come, per molti mesi, siamo stati dileggiati e costretti ad azioni di sciopero e mobilitazione dei lavoratori perché convinti che il problema delle municipalizzate di Civitavecchia – per spessore ed importanza – non potesse essere ridotto ad “ordinaria amministrazione”, bensì pretendeva il coinvolgimento della Regione Lazio. Non abbiamo polemizzato su come si è perso tanto tempo che poteva essere sfruttato diversamente. Cito questi fatti solo per verità ed esatta ricostruzione storica, ma non intendo soffermarmi su essi. Insisto su come, con il contributo di tutti, per la gravità dei problemi che abbiamo davanti, occorre superare la stagione delle polemiche e delle contrapposizioni al fine operare insieme – amministrazione comunale e Organizzazioni Sindacali – per evitare il peggio.

L’obiettivo comune deve essere quello di salvaguardare l’occupazione, i diritti dei lavoratori e dei cittadini ad avere servizi locali efficienti, con tariffe eque e pubblici.

Per questo credo che la prima cosa da fare, dopo che il Tribunale di Civitavecchia ha respinto l’ipotesi di concordato sul fallimento della Holding HCS, sia quella di condividere un formale incontro tra amministrazione comunale e OO.SS.

Un incontro finalizzato alla sottoscrizione di una intesa, sui tanti argomenti trattati nella riunione del Tavolo Territoriale per lo Sviluppo ed il Lavoro del 17 luglio u.s., e nel quale avanzare una richiesta “urgente e comune” di convocazione – sui temi delle municipalizzate di Civitavecchia – alla Regione Lazio.

Regione che deve farsi carico, partendo dalla drammaticità della situazione di Civitavecchia, della “grave emergenza” che sta segnando la gestione dei servizi pubblici locali in tantissimi Comuni del Lazio. Un problema che, a mio giudizio, può essere affrontato soltanto in un quadro generale, attraverso soluzioni – da adottare a livello regionale – per evitare fallimenti delle partecipate e dissesti finanziari dei Comuni, puntando alla realizzazione di “ampi consorzi” ai quali attribuire una significativa implementazione e diversificazione dell’attività”.

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