Cittadini indignati ed esasperati a Borgata Aurelia, dove ieri si è tenuta l’assemblea pubblica promossa dal Forum Ambientalista per discutere della situazione relativa all’acqua non potabile nella zona nord di Civitavecchia per via dell’arsenico. Gli abitanti delle zone interessate non sono più intenzionati a sopportare una situazione ritenuta insostenibile, chiedono chiarimenti sulla realizzazione del dearsenificatore e sulla bolletta idrica, visto che da gennaio non hanno l’acqua potabile nelle case. A dar loro sostegno Simona Ricotti, responsabile locale del Forum Ambientalista e organizzatrice della manifestazione, che ha spiegato come da dieci anni la normativa europea abbia stabilito i limiti di arsenico nelle acque cittadine e abbia dato il tempo ai comuni che non fossero a norma di adottare gli strumenti necessari. A Civitavecchia questo non è successo. Per questo dopo dieci anni di deroghe, che non sono state più concesse, Palazzo del Pincio è stato obbligato a dichiarare l’acqua non potabile per un eccessivo tasso di arsenico nella zona nord di Civitavecchia, ovvero ad Aurelia, La Scaglia, Pantano, Sant’Agostino, Santa Lucia, Porta Tarquinia, area portuale. I disagi che questo mancato servizio pubblico comporta sono molteplici. Il Comune ha fornito ai circa 7.000 cittadini una tessera per le fontanelle che vediamo sparse un po’ in tutta la città ma i problemi si riscontrano quando ad esempio non erogano più acqua o si trova una fila eccessiva, essendo la tessera ad uso di una sola fontana, una per quartiere. “Il disagio è che mi devo andare a prendere l’acqua tutti i giorni alla fontana, con le ghirbe che pesano e portarmela a casa, con quella ci laviamo, ci cuciniamo, ci laviamo i piatti” dichiara una cittadina. “Basta con le promesse, basta con i ritardi – afferma esasperato un altro cittadino – serve il dearsenificatore”. L’assemblea si è conclusa con la proposta di Simona Ricotti di creare una delegazione di cittadini per parlare con il sindaco. La richiesta dei cittadini è quantomeno di non pagare la bolletta per quei sette mesi, da gennaio fino ad oggi, da quando è stata dichiarata non potabile. “Siamo stufi d essere presi in giro dal Comune” sostiene un cittadino esasperato. “Vogliamo la delibera di indizione della gara d’appalto per il dearsenificatore – conclude la Ricotti – non poter usufruire dell’acqua corrente e pubblica, che viene pagata dai cittadini, è senza dubbio la violazione di un diritto inalienabile che non può essere ignorato”.

image_pdfScarica articolo (pdf)image_printStampa articolo
Quanto ti piace?

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com