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Una polemica destinata non a placarsi. Anzi. Da qui al mese di maggio, data in cui ogni probabilità sarà deciso il nuovo primo inquilino di Molo Vespucci è facile attendersi continui botta a risposta tra chi vorrebbe un volto diverso da Pasqualino Monti e chi invece spinge per una riconferma dell’attuale presidente dell’Autorità portuale. Una lotta che si annuncia all’ultimo sangue e in cui conterà ovviamente il peso dei Palazzi romani dove, con ogni probabilità è stato già deciso da tempo chi ricoprirà questa ambita carica. Ma nelle ultime settimane Molo Vespucci è tornata sotto il fuoco incrociato di diversi partiti politici e non solo per la ormai nota vicenda degli affidamenti diretti. Pubblicati, come da normativa, sul sito istituzionale di Molo Vespucci hanno nuovamente alzato un vespaio di polemiche, un pò come successo qualche mese in piena campagna elettorale per il Pincio. Tralasciando gli esiti dell’ispezione ministeriale e delle eventuali responsabilità evidenziate, su cui saranno chiamati a decidere gli organi preposti, resta il fatto che il nuovo elenco di affidamenti diretti ha fatto storcere il naso a più di un civitavecchiese. Scorrendo l’elenco di azienda e singoli “beneficiati”dalla fortuna di una consulenza e di un affidamento senza passare attraverso una normale gara d’appalto. Nomi, per quanto riguarda i cosiddetti Rup, piuttosto noti: figli di noti professionisti locali, sindacalisti e già dipendenti dell’Autorità portuale già in passato indicati come Rup. Sulla possibilità, a livello normativo, di ricorrere a queste procedure preferiamo attendere l’esito dell’ispezione ministeriale: ma dal punto di vista dell’opportunità le riserve sono tante. Anche perchè in una città con migliaia di disoccupati, magari con curricula alle spalle di un certo peso ma senza un “santo in paradiso” questo sembra un affronto che non può essere più tollerato. E al di là delle prese di posizioni di qualche partito (vedi Partito Democratico e Forza Italia), fa specie constatare l’assoluto silenzio della storica sinistra civitavecchiese e del sindacato che, alla parola “porto” in questi ultimi anni e non solo con l’ultima gestione di Molo Vespucci, hanno fin troppo turato il naso. Saranno mesi di scontri e perchè nò anche di prese posizioni, alcune volte, anche senza senso. Fino alla famosa indicazione dei nomi da proporre per la carica di presidente dell’Autorità portuale. Con un dubbio. Chi indicherà Palazzo del Pincio e quindi il sindaco Antonio Cozzolino come prossimo inquilino? E soprattutto il Movimento Cinque Stelle, da sempre per il cambiamento e la massima trasparenza che, in questi mesi ha sempre mostrato un atteggiamento  morbido verso l’attuale presidente, come giustificherebbe una sua eventuale riproposizione alla luce di quanto emerso dall’ispezione ministeriale? Chi vivrà vedrà.

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