Roberto d'Ottavio

Il coordinamento di Forza Italia interviene sul rinnovo della presidenza dell’Autorità Portuale con una nota che parte dalla sentenza del Tar che annulla gli atti del 2012 e del 2013 che determinano i diritti erariali per lo sdoganamento del carbone e degli olii combustibili nei porti di Civitavecchia e Fiumicino e che, nella parte finale, chiama in causa anche il sindaco Antonio Cozzolino, accusato del suo preoccupante silenzio.

“Abbiamo letto nei giorni scorsi – affermano da Forza Italia – articoli abbastanza preoccupanti per quanto concerne la sentenza del Tar (n. 01411/2015) che annulla gli atti del 2012 e del 2013 che determinano i diritti erariali per lo sdoganamento del carbone e degli olii combustibili nei porti di Civitavecchia e Fiumicino. Si tratta di 14 milioni di euro all’anno che dovrebbero, qualora il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza, andare ad incidere in maniera pesante sia sui bilanci dell’ente dal 2012 al 2014 sia sul previsionale 2015 per impegni di spesa ed

investimenti già programmati.  Davanti ad una situazione simile, ci pare
doveroso che i vertici dell’Autorità Portuale chiariscano pubblicamente come
intendono muoversi, se ad esempio hanno fondi di riserva da mettere a garanzia
di una eventuale conferma della sentenza anche davanti al Consiglio di Stato e
su quale capitolo del bilancio preventivo si andrà, eventualmente, ad incidere.
È un’operazione di trasparenza non tanto dovuta a noi di Forza Italia, ma a
tutte le forze politiche e sindacali del territorio e soprattutto ai lavoratori,
anche alla luce delle numerose notizie che emergono ormai quotidianamente
sull’attività dell’Autorità Portuale (vedi relazione Mef, rendicontazione delle
spese dal 2011 al 2013 e via dicendo).
Cogliamo peraltro l’occasione per esprimere la nostra assoluta solidarietà ai
dieci lavoratori della Elia Ambrosetti, che nelle ultime ore hanno ricevuto la
comunicazione del licenziamento immediato. Una decisione assurda, presa senza
alcun preavviso in un’azienda che aveva una concessione demaniale della stessa
Autorità Portuale: possibile che nessuno, dell’ente, avesse il tempo per
avvertirli di ciò che stava per accadere? O cos’altro?
E soprattutto: ci sbagliamo o era stato proclamato soltanto pochi giorni fa che
Civitavecchia sarebbe diventata l’hub per il traffico delle auto? E com’è
possibile che il primo atto di questa nuova stagione piena di benessere e
sviluppo per tutti sia stato il licenziamento di dieci persone, il dramma per
altrettante famiglie? Soprattutto queste ultime, chi devono “ringraziare” per il
servigio. Pensiamo sia il caso di fermarsi e affrontare seriamente il tema della gestione complessiva dell’Autorità Portuale e del suo ruolo a Civitavecchia. Il
silenzio(purtroppo non solo di loro) di altre forze politiche non potrà mai
suonare come l’assenso a procedere su queste strade di errori e di privilegi per
pochi e lacrime e sangue per tutti gli altri.
Salutiamo infine con soddisfazione le dichiarazioni del Consigliere del
Movimento Cinque Stelle La Rosa, il quale almeno in parte si è accorto che
quello che noi dicevamo in campagna elettorale non era ahimè, ancora una volta,
solo una nostra visione: l’ambiguo rapporto di alcuni esponenti del movimento
con l’Autorità Portuale. E appunto questo spiega il silenzio dell’attuale
Amministrazione Comunale: un problema di soldi o meglio di compensazioni.
Il tema, caro La Rosa, non è solo la compensazione economica che il Porto deve
ridistribuire alla città, trappola che ha già causato la caduta di alcuni
sindaci, ma anche e soprattutto la gestione di come viene oggi amministrato
l’Ente, che per movimenti come il vostro e per la nostra nuova Forza Italia è
pane quotidiano. Nella speranza, s’intende, che questo nuovo sfogo non faccia
parte di un gioco al rialzo politico del “prezzo” da pagare a fronte di una
nomina nella terna (peraltro non vincolante): ovviamente ci sembrerebbe un gioco
assai sporco, ma basterà aspettare un po’ per sapere se i maliziosi avranno
avuto ragione.
La riflessione che facciamo, a questo punto, ad alta voce è una sola: se un
altro sindaco fosse rimasto in silenzio davanti a ciò che è emerso riguardo
all’Autorità Portuale, avreste o no avviato un pubblico massacro? Silenzio
dietro il quale, per concludere, non si può invece trincerare un’istituzione
pubblica. Su tutto questo serve un pubblico dibattito, e lo diciamo chiaramente
al dottor Pasqualino Monti, contro il quale non abbiamo nulla di personale:
soltanto, inizi a comprendere che ha un ruolo istituzionale che gli impone di
rapportarsi con la gente, e non con i pochi, intimi, soliti noti.”

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