moscherini

Il Tar annulli l’avviso pubblico del 6 marzo 2015 col quale il Comune ha emanato il bando riservato ai candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale e il provvedimento col quale il sindaco Cozzolino ha indicato al Ministero competente i tre papabili alla massima carica di Molo Vespucci. Sono le richieste formulate nel ricorso presentato al Tar il 16 aprile scorso dallo studio legale Pierantozzi, che difende gli interessi dell’ex sindaco ed ex presidente dell’Authority, Giovanni Moscherini.

Violazione dell’articolo 8 della Legge 84/94 che stabilisce i criteri di nomina dei presidenti delle autorità portuali per difetto dei requisiti in capo ai designati, per difetto di motivazione, erroneità dei presupposti, eccesso di potere con irragionevolezza, illogicità e ingiustizia manifesta. Violazione dell’articolo 3 della Legge 241 del ’90 e dell’articolo 50 del decreto legislativo 267 del 2000 per difetto di motivazione, di istruttoria e mancata valutazione dei fatti. Sono alcuni degli elementi su cui si basa il ricorso presentato dall’ex sindaco Giovanni Moscherini contro la decisione del Comune di promuovere un bando pubblico per stabilire i candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale e contro la successiva decisione del sindaco Cozzolino di designare tre papabili: il presidente uscente Pasqualino Monti, l’ingegner Giorgio Liaci e l’avvocato Stefano Porcelli. In un documento di sedici pagine, lo studio legale Pierantozzi cerca di smontare tutta la fase istruttoria che ha portato all’individuazione dei tre nomi e chiede al Tar di annullare entrambi i provvedimenti di Palazzo del Pincio, quello che ha portato all’emanazione del bando e quello relativo alla scelta dei tre nominativi. Tra gli elementi portati a supporto del ricorso, il fatto che non si comprende in base a quali criteri sia stata determinata la scelta del sindaco, il fatto che i papabili possono essere tre, ma anche di più o di meno. Inoltre, la mancanza dei requisiti previsti dalla legge per due dei prescelti, che, si legge nel ricorso, non hanno una massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale come, invece, è in possesso di Giovanni Moscherini. Peraltro, viene evidenziato come una candidatura sia addirittura stata ammessa alla procedura dopo che il consiglio comunale aveva già discusso. Insomma, una serie di anomalie che renderebbero illegittima la procedura seguita dal Comune. Per lo studio legale, esistono quindi i presupposti per la concessione della misura cautelare della sospensione del provvedimento di nomina del Presidente dell’Autorità Portuale, in considerazione di evitare che il procedimento abbia corso e conduca all’affidamento sub judice dell’incarico, che porterebbe pregiudizio non solo a chi non è stato inserito tra i designati, ma anche degli interessi dello stesso ente portuale.

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