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Associazione Spartaco: “il degrado morale a Cinque Stelle”

25 Agosto 2015

Dall’associazione Spartaco riceviamo e pubblichiamo. “La situazione di degrado di Civitavecchia è stata già denunciata dall’associazione Spartaco e, del resto, è sotto gli occhi di tutti. Accanto al degrado visibile, palpabile, documentabile, c’è, però, un altro degrado, ai miei occhi più grave perché rischia di passare inosservato: il degrado morale. Il M5S ha criticato in campagna elettorale i suoi antagonisti, proponendosi come portatore di novità e di soluzioni chiare, semplici ed efficaci, come solo l’inesperienza poteva spingere a fare. Una volta insediatisi si sono resi conto che non era così semplice. L’attuale assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, prima tanto attivo e polemico, si è rinchiuso in un mutismo ben poco edificante. Altri hanno iniziato a trincerarsi dietro il “dobbiamo studiare”. Superata questa fase il motivetto dominante è diventato “la colpa è di chi è venuto prima” accanto a “il civitavecchiese incivile è ingestibile”. Ora, con tutte le difficoltà del caso, chi siede al Pincio, è lì per tentare almeno di governare la città, per proporre soluzioni e cercare di attuarle. Il lamento cosmico-esistenziale si addice all’adolescente alla scoperta del mondo non all’amministratore della cosa pubblica.
Senza alcun desiderio di difendere nessuno, lasciatemi dire ciò che penso: talvolta è meglio accettare di sporcarsi un po’ le mani e compiere errori con la sensibilità di chi sa di non poter elevare tasse, imponendole a chi è già ridotto all’osso, piuttosto che cianciare e sbandierare la propria anima pura e incontaminata (sempre che tale sia) innanzi alla folla che chiede pane. L’arroganza di questa giunta è stata lampante sin dal suo insediamento, si è articolata prima nell’atteggiamento del “so tutto io”, poi nel fastidio nei confronti delle critiche, nella lentezza e difficoltà nell’accettare di dialogare (il comitato san Gordiano Boccelle ha impiegato mesi per riuscire ad essere ricevuto dal Sindaco), nell’atteggiamento ostile nei confronti dell’operato delle associazioni, teso a sminuirle, anziché a incentivarle come una ricchezza operante sul territorio. E, soprattutto, arrogante è stato l’atteggiamento assunto a difesa di personaggi che parlavano (anzi sparlavano) in nome del Sindaco. Quando un delegato, che rappresenta il primo cittadino, arriva a parlare di “forni crematori” in relazione agli antagonisti scomodi, mentre una delegata usa senza vergogna un linguaggio offensivo dando impunemente del mafioso a chi compie scelte elettorali diverse dalle sue, nonché anche espressioni volgarmente sessiste, ci si aspetta che il Sindaco li rimuova e si scusi con la popolazione tutta per l’errata scelta compiuta. Tant’è che si tratta di casi eclatanti ed indifendibili in un paese civile. L’ammettere un errore e scusarsi sarebbe un atteggiamento adulto. Invece, è scattata la difesa di questi individui, sulla linea: noi siamo al potere, dite quello che vi pare, noi possiamo arrogarci ogni diritto. E’ la rivincita di chi, fino a ieri, non contava nulla per il semplice fatto che non aveva le capacità per fare politica. Oggi, finalmente al potere per un insieme di cause fortuite ed in base ad un voto di protesta che ha punito l’avversario, ma non premiato una strategia politica, gioisce di averlo conquistato e finalmente esercita con la bava alla bocca il proprio dominio, reagendo con rabbia e malcelata aggressività a chi obietta. E’ la supponenza di chi non sa che il potere e la responsabilità delle scelte sono sì, giustamente, di chi ha vinto le elezioni, ma esiste comunque una dialettica con le forze di opposizione che arricchisce e garantisce la democrazia. Colmo dei colmi dalla base M5S si alzano voci ad inneggiare ai cittadini che prendono scopa e paletta e scendono in strada, come se questo fosse un loro dovere. Non lo è. Certo è un’azione meritevole, ma puramente volontaria ed è l’ulteriore dimostrazione dell’inefficienza nell’amministrazione della cosa pubblica. Ci si aspetterebbe, infatti, da chi ha vinto le elezioni e governa, la capacità di far funzionare il Comune e le municipalizzate.
Il “volontariato” è l’ennesima dimostrazione del loro fallimento amministrativo”.

Sabrina Martinelli, Associazione Spartaco

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