Assassini seriali. I fratelli Harpe: Micajah “Big” e Wiley “Little” (3^ parte)

24 Novembre 2019
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(continua dalla scorsa edizione)

Nel Kentucky, uccisero delle persone ed un albergatore che ebbe avuto modo di vedere,  testimoniò agli inquirenti ciò che aveva visto, indicando loro i colpevoli, consentendo così l’inseguimento e la successiva cattura dei criminali. Detenuti nella prigione di Danville, dopo non molto tempo, riuscirono a scappare, uccidendo immediatamente appena liberi, il figlio dell’uomo che consentì alle autorità la loro cattura.

E’ anche il caso di un fattore, che li denunciò per un furto di cavalli ed altro, il quale venne rinvenuto cadavere depezzato, coperto con dei sassi sul fondo del fiume Knoxville.

Epilogo questo, che sembra dette il via ad altre azioni analoghe. In pratica, le successive vittime delle loro uccisioni, sarebbero state sventrate, l’addome riempito di sassi e poi ricucito, per venire successivamente gettate nelle acque di fiumi e laghi, ove finivano per il  peso sui loro fondali, decomponendosi e marcendo, preda degli animali acquatici.

I due serial killer, continuarono ad imperversare in lungo ed in largo, lasciando dietro di loro, una lunga scia di sangue. Fu solo al termine del 1700, che le autorità del posto, decisero di mettere in campo misure più determinate e definitive, atte a porre un termine al proseguo delle stragi.

Intanto, la sete di sangue, non ebbe termine e i crimini non si fermarono, anzi, aumentarono sempre di più, costituendo allarme tra le popolazioni e le autorità.

Tanto per citare solo alcune delle loro vittime: tale William Ballard, fu rinvenuto sventrato nell’Olton River, a James Brassel, fu tagliata la gola e  ritrovato nel Brassel’s Knob, mentre a John Graves ed al suo bambino, tagliarono la testa. Una bambina, una schiava ed un’intera famiglia, vennero uccise durante il sonno, al  passaggio dei due nel loro accampamento, poi ancora altri quattro uomini, ammazzati tra il Tennessee ed il Kentucky.

Un anno prima della sua morte, era l’agosto del 1798, Big Harpe, commise l’ulteriore  crimine, il più impensabile ed efferato che possa commettere un genitore, che tale si possa definire, uccidendo ancora una volta una delle sue figlie, sbattendole violentemente la testa contro il tronco di un albero. Agli inquirenti, a giustificazione della sua orrida azione, disse che era stato infastidito dal suo continuo pianto, aggiungendo, che solo per questo caso, si sentiva  pentito.

Nel Kentucky, furono organizzate squadre di coraggiosi volontari, con il compito di catturare vivi o comunque morti the Harpes Brothers. Purtroppo, durante le battute, molti di essi furono barbaramente trucidati ed i loro corpi martoriati, rinvenuti poi tra la boscaglia, sino a quando il governatore dello stato, decise di mettere una taglia di $ 300 sulla testa dei due, che a questo punto, sentendosi braccati, decisero di darsi alla fuga verso le regioni del nord America.

Fu così che i due fratelli, si arruolarono anche tra le fila del pirata fluviale Mason, a Cave In The Rock, sul fiume Ohio, il quale fingeva di aiutare i naviganti delle imbarcazioni in difficoltà, per poi depredarle di ogni bene, ma, espulsi dalla banda dallo stesso bandito, solo dopo pochissimo tempo di militanza, a causa dell’evidente emergere della loro perfidia e cattiveria, non tollerabile neanche da un pirata e costretti ancora una volta alla fuga ed alla latitanza, che li fece ben presto ritrovare circondati da un gruppo di volontari, comandati da Moses Steagall. Alcuni anni prima, al Comandante Steagall, dopo aver ospitato i due fratelli, presso la sua fattoria, ignaro di chi effettivamente fossero, il perfido Micajah, gli uccise i suoi figli, semplicemente perché piangevano e subito dopo la moglie, poiché gridò alla vista dei delitti.

Intanto, Wiley Harpe, il più piccolo, riuscì rapidamente ed abilmente a dileguarsi ed a sottrarsi alla cattura, mentre Big, dopo essere stato colpito e ferito ad una gamba, venne catturato.

Durante l’interrogatorio, ammise di aver commesso oltre venti omicidi, spirando successivamente.

(continua nella prossima edizione)


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