“Non possiamo che apprezzare – nelle parole del Commissario Straordinario Giuseppe Quintavalle – l’iniziativa della sezione UNICEF di Civitavecchia, in coincidenza della giornata mondiale dell’allattamento al seno sostenuta proprio dall’UNICEF internazionale, e siamo talmente convinti della bontà di simili campagne che da molto tempo nella ASL ROMA F stiamo lavorando nella stessa direzione con apprezzabili risultati.”

“Ad esempio tutti i Consultori familiari della ASL ROMA F sono da anni in prima fila nella promozione sostegno e protezione dell’allattamento al seno secondo il modello UNICEF. Il dott. De Luca, Dirigente della specifica U.O.C.,   e 2 infermiere professionali (Valbonesi nel Distretto F4 e Nicastro nel Distretto F2, sono formatori UNICEF per i corsi di formazione diretti ad operatori di territorio e ospedalieri delle realtà impegnate nei 2 percorsi “Ospedale amico dei bambini” e “Comunità amica dei bambini”.

Ogni anno nell’ambito del Progetto Formativo Aziendale vengono formati dai 20 ai 25 operatori, e nel 2012 il corso è stato aperto anche ad operatori di altri servizi. In ogni consultorio della ASL ROMA F esiste naturalmente uno spazio dedicato alle mamme che allattano, e tutti i pediatri dei consultori sono stati formati ed operano secondo il modello UNICEF. In alcuni consultori (Campagnano, Formello, Bracciano e Morlupo,) è persino operativo un ambulatorio dell’allattamento, con accesso libero per le mamme con bambini di età compresa tra 0 e 6 mesi per sostenerle in tutte le difficoltà del caso.

In tutti i corsi di accompagnamento alla nascita , che vengono svolti in tutti i Consultori Familiari della ROMA F, viene trattato il tema dell’allattamento al seno, ed alle future mamme viene raccomandato di frequentare il consultorio durante il puerperio per ricevere l’adeguato sostegno. Tra le mamme ed i bambini che frequentano questi spazi consultoriali il successo nella riuscita dell’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi, come raccomandato dalla strategia globale OMS/UNICEF, è assai vicino, al 90%.

Certamente bisognerà fare ulteriori sforzi di ‘persuasione’ , ad esempio nei confronti dei pediatri di base dei vari Distretti, che sebbene regolarmente invitati ai corsi di formazione, non mostrano particolare entusiasmi nell’adesione, e ciò nonostante la loro formazione universitaria spesso sia scarsa e carente in materia. Occorrerà poi attuare un monitoraggio della prevalenza dell’allattamento al seno nella nostra asl con un questionario da somministrare ad un campione di neomamme in occasione della prima vaccinazione al 3 mese, e successivamente al 6 mese.

“Abbiamo in mente di incentivare – ha precisato il dott. De Luca – , in accordo con i Distretti, la partecipazione dei pediatri di base ai nostri corsi di formazione secondo il modello UNICEF. Vorremmo inoltre incentivare l’applicazione del Codice internazionale per la Commercializzazione dei sostituti del Latte materno nelle farmacie del territorio al fine di proteggere la pratica dell’allattamento al seno. Ed infine l’idea dei PIT STOP allattamento, che come già detto è pratica consolidata nelle nostre strutture, potrebbe diventare oggetto di una più incisiva campagna di informazione verso i vari tipi di utenza”.

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