Armi libiche a Civitavecchia, ma c’è il segreto di Stato

7 Aprile 2013

SOTTO il segreto di Stato si “insabbia” il passaggio di armi a Civitavecchia del 20 maggio del 1996. La notizia è stata riportata ieri da La Repubblica, ma è circolata anche su numerosi siti internet. Su quello della nuovarsardegna.it c’è un dettagliato racconto della vicenda. Gli armamenti furono sbarcato nel porto di Bengasi consegnato ai diversi comitati che dirigevano gli insorti libici di varie etnie e fazioni che, nella primavera araba del 2011, combatterono e sconfissero le agguerrite milizie guidate dai familiari del defunto rais libico Muammar Gheddafi. Ben quattro container militari, stipati di armi, furono trasferiti da Santo Stefano su navi passeggeri della Saremar e della Tirrenia, all’avvio della stagione turistica. La notte del 19 maggio il carico bellico venne imbarcato sul traghetto per Civitavecchia, stivato in un traghetto sul quale avevano preso posto 725 persone tra passeggeri e equipaggio. Tra questi c’erano 122 bambini e 87 anziani. La mattina del 20 maggio il convoglio militare, sbarcò (4 camion più due auto dell’Esercito, di scorta) dirigendosi verso l’ex poligono militare di Santa Severa. Da quel momento le armi si volatilizzarono misteriosamente.

 

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