Riceviamo e pubblichiamo dalla responsabile locale del Forum Ambientalista Simona Ricotti.

“Sono anni che Civitavecchia sta aspettando la realizzazione del Parco pubblico nell’area antistante l’ospedale San Paolo.

Intere generazioni di politici, e da ultimo proprio l’attuale Primo cittadino, hanno inserito tale intento nei loro programmi elettorali.

Diversi negli anni sono stati i tentativi di utilizzare l’area per altri fini, dall’Ipermercato Coop, all’Hospice Oncologico, passando per lottizzazioni varie e per finire al Piano Integrato presentato dalla società Rosa dei Venti.

Per fortuna la destinazione d’uso parte a verde sportivo, parte a verde pubblico, e i vincoli archeologici che insistono nell’area, unitamente alla forte opposizione della cittadinanza, ne hanno impedito, fino ad ora, la realizzazione.

Scopriamo oggi, dall’albo pretorio dell’Associazione Agraria, che la Unicoop Tirreno Sc, dopo essersi dichiarata occupante senza titolo ed essersi attribuita fantomatiche migliorie, alla stregua di un semplice coltivatore diretto, ha avanzato un progetto di legittimazione (ovvero di acquisizione definitiva) dei 6 ettari costituenti le aree in questione per la cifra di €.217.275,63.

Ovvero sei ettari di terreni destinati al benessere della collettività, acquistati a prezzo agricolo, per poi successivamente essere messi a servizio, questa volta a prezzi di mercato, della speculazione edilizia. E’ infatti il segreto di Pulcinella che su detta area sono già stati presentati piani di edificazione.

Appare superfluo specificare che tale area è nella sua totalità di grande valore archeologico e paesaggistico e che, in quanto tale, deve essere destinata ad una grande parco naturalistico-archeologico, come d’altronde previsto nella Tavola C del Piano Territoriale Paesaggistico (PTPR) della Regione Lazio. E non ci si provi a dire che la realizzazione di qualsivoglia edificazione consentirebbe di trovare le risorse per la realizzazione del parco, visto che si sono trovati finanziamenti per cose molto meno importanti e che l’area, proprio per il grande pregio naturalistico ed archeologico che riveste, può essere oggetto di fondi da attivare con progettazioni sovra comunali.

Riteniamo, quindi, doveroso che l’Amministrazione Comunale, anche in osservanza alle linea guida che lei stessa si è data, presenti le proprie opposizioni contro tale proposta di legittimazione, che lo faccia entro il 20 luglio, temine ultimo per presentarle, per poi successivamente accordarsi con l’Agraria per restituire all’uso pubblico tale area creandoci il tanto agognato parco archeologico – naturalistico.

Riteniamo altresì doveroso infine, che la dirigenza, attuale e passata, dell’Agraria spieghi alla città perché una sentenza emessa nel 1990, ovvero quella che sancisce l’uso collettivo di tale area, sia stata tenuta nascosta per ben 13 anni, consentendo che i terreni in questione fossero oggetto di diverse compravendite tra privati, che qualcuno si sentisse legittimato a recintarli, sottraendoli all’uso pubblico, e che la realizzazione del parco fosse cosi tanto ritardata”.

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