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Dall’esponente del (PD) Fabio Angeloni riceviamo e pubblichiamo

Signori la baracca chiude.  Ispirati dal “tanto peggio tanto meglio” con un cinismo politico che non lascia scampo e con ostinata pervicacia il Sindaco e i suoi assessori hanno finora rinunciato ai contributi Enel e ad una Convenzione con il Porto degna di questo nome. 
La decisione di ieri della giunta di chiedere altri 14 milioni di euro (gli ultimi)  alla banca tesoriera suona come l’atto di resa finale. Non basteranno che fino a giugno/luglio. In totale l’indebitamento sale a 34.4 milioni (e ce ne sono 35 nelle municipalizzate), senza nessuna speranza di rientrare con le tasse visto che ormai solo il 30 per cento dei cittadini riescono a pagarle.
Ora, se non ci saranno entrate straordinarie (o miracoli) il Comune andrà in default. Significa almeno 200 licenziamenti e altrettante famiglie sul lastrico, tasse al massimo (a cominciare dalle buste paga), servizi allo sbando, dalla nettezza urbana all’assistenza alle farmacie. Niente più mutui o investimenti o prestiti.
Per il PD è necessario che la Giunta “batta cassa” subito all’Enel e agli armatori e in questo senso davvero poco importa chi sarà il nuovo presidente dell’Authority. 
Solo così sarà possibile scongiurare l’epilogo di una “morte annunciata” sul piano finanziario che giunge alla fine di un calvario fatto di nuove tasse e vecchie bollette piovute nelle case chiedendo arretrati del 2008. 
Per questi lunghi 11 mesi, la Giunta dei 5 stelle  è restata inerme. Senza fare niente. Senza reagire al dissesto che pure tutte le forze politiche, per una volta unanimi, avevano previsto come un imminente disastro. Unico provvedimento prendere per la gola i cittadini e scuoterli fino all’ultimo spicciolo rimasto in tasca. Ormai sono solo il 30 per cento gli utenti che riescono a pagare le super bollette di Cozzolino&Tuoro.
Se continueranno su questa strada, si accontenteranno di mostrare il disastro additando la vecchia politica e i suoi errori (che pure ci sono stati), ma non basterà a coprire la loro vera responsabilità: restare fermi a guardare, incapaci di reagire.
Ed è sbagliato considerare ancora HCS ed il Comune due entità separate. Il fallimento imminente coinvolge sia le municipalizzate che palazzo del Pincio. Spazza via la coesione sociale e chiama i più poveri a pagare il conto più duro bussando alle porte della Caritas.
Non chiedere all’Enel e agli armatori il giusto risarcimento per gli asset a loro affidati in termini di costa, acqua, aria, strade superfici e servizi straordinari si sta dimostrando per quello che è: un suicidio ed un favore fatto ai potenti di turno. Senza alcun beneficio. In questi mesi, giova ricordarlo, le centrali hanno continuato a bruciare carbone e le navi a sputare fumo. 
Una politica scellerata di un manipolo di intellettualoidi che non hanno alcun consenso democratico, visto che le ragioni che hanno portato Cozzolino a prevalere su Tidei al ballottaggio sono tutt’altre e non contemplano la rinuncia ai famosi 10 milioni Enel. A meno di non essere tato ingenui da credere che più di 10 mila civitavecchiesi siano diventati ambientalisti dell’ala dura in due settimane.
Ecco perché per il PD è necessario che la Giunta assicuri nuove entrate dall’Enel e dagli armatori. 
Cozzolino e i 5 stelle possono viverlo come un “harakiri” politico (il male minore di fronte al disastro generale) oppure come un gesto democratico di responsabilità in nome del bene comune. E magari l’inizio di una nuova fase politica. Ma senza nuove entrate straordinarie sarà la fine.

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