Ancora ritardi sulla Fr 5

31 Ottobre 2013

“Ci sembra che il preannunciato tavolo con le Amministrazioni e gli utenti sulla FL5 sia necessario quanto insufficiente” è questo il commento del presidente del Comitto Litoranea Roma Nord Andrea Ricci, dopo l’ennesimo guasto capitato ad un treno in linea stamattina. Un treno partito da Ladispoli alle 7.05 si è fermato prima di arrivare a Torrimpietra ed il treno successivo già partito da Ladispoli è stato fatto retrocedere con i passeggeri a bordo. Circolazione a binario unico per ore tra Ladispoli e Maccarese, finché si è riusciti a trainare il treno a Maccarese. Il tutto con informazioni ritardate e confuse, quando non del tutto assenti. “Quando protestiamo perché eliminano binari di incrocio e binari di stazione ci dicono che costano e che servono solo in casi eccezionali. Purtroppo i casi eccezionali sono quotidiani: lunedì, il giorno in cui i sindaci del litorale sono andati insieme in ferrovia, quel treno è filato liscio, ma il treno successivo è stato soppresso ed il primo del mattino, partito alle 5.42 da Maccarese con un minuto di ritardo, risulta arrivato a Ponte Galeria alle 9.10, con quali risultati per i viaggiotori è facile immaginare. Oggi se ci fosse stata la possibilità di cambiare binario a Torrimpietra i disagi si sarebbero dimezzati”.

“Anni fa, Trenitalia ci aveva detto che con il nuovo contratto di servizio che avrebbe garantito tempi di programmazione adeguati per la manutenzione, i guasti si serbbero fermati: il risultato è sotto gli occhi di tutti. Oggi ci promettono che con il nuovo orario cadenzato non ci saranno più ritardi: e come fidarsi? D’altro canto la considerazione verso i problemi dei pendolari è chiara da quanto accaduto lunedì alla decina di sindaci ed assessori: partiti con la richiesta di essere ricevuti dall’Amministratore Delegato della holding delle Ferrovie dello stato, cui più di due anni fa avevano scritto una lettera a firma congiunta che mai aveva ricevuto risposta, sono stati ricevuti dal Direttore Regionale di Trenitalia. Figuriamoci qual è l’attenzione che possono avere le decine di migliaia di comuni cittadini che utilizzano la ferrovia ogni giorno”.

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