Alvaro Balloni sulle dimissioni del Papa

12 Febbraio 2013

Da Alvaro Balloni riceviamo e pubblichiamo. “Ho conosciuto papa Benedetto XVI nel gennaio 2009 e ho subito notato in lui la profondità di pensiero che era in grado di esprimere e trasmettere con le Sue parole. Non aveva in comune con Giovanni Paolo II la capacità di instaurare con le persone anche un contatto coinvolgente, di naturale identificazione. Papa Wojtyla ci salutava di persona ogni qualvolta ci riceveva nel mese di gennaio, all’inizio di ogni anno di attività amministrativa. Questo non avveniva con papa Ratzinger perché il suo è sempre stato un saluto collettivo, distaccato, come era nel suo modo di rapportarsi con gli altri. Devo dire che se ciò contribuiva notevolmente e farmi sentire l’assenza di papa Wojtyla contemporaneamente mi spingeva ad apprezzare le Sue parole, il Suo messaggio carico di valori e di contenuti importanti per i fedeli e per coloro che credono in un mondo migliore. Ritengo poi che Lui ce l’abbia messa tutta per cercare di promuovere un processo di distensione, di dialogo e di pace tra tutti i popoli e all’interno di ciascuno di essi, per appianare le disparità di vedute che affiorano con l’avanzare degli anni e col manifesto processo di laicizzazione della società in atto. Ritengo di doverlo ringraziare per quanto ha fatto e detto, perché, anche in presenza di vedute non sempre coincidenti con le mie, le sue parole mi facevano sentire la necessità di meditare sui loro contenuti. E questo fatto non lo considero affatto un fastidio ma un valore e un obbligo morale anche per chi non crede nella presenza e nel valore unico della chiesa di Cristo. Grazie, papa Ratzinger. Tanta serenità”.

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