Alcune precisazioni dall’Associazione Agraria di Civitavecchia

25 Ottobre 2013

L’Associazione Agraria di Civitavecchia precisa: “In relazione alle notizie apparse in data odierna su alcuni quotidiani e giornali telematici riguardanti l’avvenuta bocciatura da parte della RL del progetto di legittimazione dell’area antistante l’ospedale S.Paolo, ritengo doveroso per rispetto dell’Associazione Agraria, dei Soci, e dell’intero CdA, precisare alcuni aspetti della vicenda che, a giudizio del sottoscritto, viene illustrata in maniera fantasiosa, errata e, in alcuni passaggi, in modo da rasentare la diffamazione. In primo luogo appare non corretto affermare che l’Associazione Agraria “si era fatta pagare da Unicoop proprio per la legittimazione dell’area”. La cifra di € 217.000,00, che non rappresenta affatto il corrispettivo per le migliorie del terreno come erroneamente riferito in un articolo, bensì il capitale di affrancazione cioè valore del terreno stimato in sede di perizia dal tecnico demaniale detratte le migliorie, è stato versato dalla Unicoop per sua libera scelta: la Legge prevede infatti la possibilità di procedere, in caso di legittimazione, alla contestuale affrancazione del terreno oppure alla corresponsione di un canone annuale che rappresenta il diritto di enfiteusi. Una scelta che determina effetti giuridici ben diversi, infatti la legittimazione da vita al diritto di enfiteusi, mentre l’affrancazione determina l’insorgenza del diritto di proprietà piena (vedi Tribunale di Roma, 27 aprile 2006). Il soggetto che decide di versare in unica soluzione, entro i 30 giorni di pubblicazione del progetto di legittimazione, il canone di affrancazione, di fatto “risparmia” il costo del rogito notarile in quanto il passaggio della proprietà del terreno avviene contestualmente alla legittimazione. Appare doveroso precisare che sia il canone di affrancazione che quello enfiteutico sono determinati dal perito demaniale in sede di perizia. Tra l’altro è bene ricordare che l’art. 24 della Legge 1766 del 1927 prevede che il capitale di affrancazione versato in sede di legittimazione deve essere depositato presso la tesoreria dell’Ente in uno specifico fondo fruttifero, con specifica destinazione, per essere utilizzati esclusivamente per l’accrescimento del patrimonio dell’Ente (in parole povere in primis per l’acquisto di altre terre), previa autorizzazione della Regione Lazio. Questa amministrazione, sin dal suo insediamento, ha sempre posto attenzione alle molteplici domande di legittimazione provenienti dai soggetti interessati e nel 99% dei casi ha inoltrato alla RL le proprie osservazioni che miravano ad impedire la legittimazione stessa laddove il CdA riteneva non sussistessero le condizioni disciplinate dalla Legge 1766. E’ bene precisare che la determina di legittimazione è materia di esclusiva competenza della Direzione Regionale Agricoltura, l’attività dell’AA, al pari degli altri soggetti che ne abbiano interesse, può concretizzarsi esclusivamente nel contestare, così come è stato fatto con le varie delibere di opposizione adottate, quei progetti di legittimazione che, a giudizio dello stesso CdA dell’Ente, non presentavano i presupposti di Legge. Anche in questo caso, e sicuramente prima che la Unicoop procedesse al versamento del canone di affrancazione, l’Ente che rappresento ha adottato il medesimo modo operandi. E’ bene infatti ricordare come, in base al regolamento sul funzionamento del CdA dell’Associazione Agraria, gli argomenti posti in votazione devono essere a disposizione dei consiglieri ALMENO 4 GIORNI PRIMA DELLA DATA FISSATA PER LO SVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO: ciò significa che, essendo la deliberazione n. 11 avente per oggetto “Opposizione al progetto di legittimazione delle terre di uso civico di n° 1 quota richiesta dalla ditta UNICOOP sc – Fg 16 part 92, 1295,1620, Fg 17 part 49,124,641; superficie HA 6.17.72”, stata approvata nella seduta del consiglio del 18.07.2013, la relativa proposta di delibera era già stata presentata almeno da 4 giorni. Tale precisazione si rende doverosa rispetto a capziose ricostruzioni dei fatti che parlano di “questioni che potrebbero restare aperte, prima fra tutte proprio il fatto che l’Agraria si sia fatta versare la somma per le migliorie dell’appezzamento di terreno, necessarie per ottenere la legittimazione, salvo poi bocciare la richiesta di Unicoop, come detto appena 72 ore dopo”.

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