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Riceviamo e pubblichiamo da Sinistra Ecologia e Libertà.

“In merito al recente dibattito sviluppatosi in città in conseguenza della conferenza dei servizi per il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale di TVN, dopo attenta riflessione, approfondita consultazione degli atti e serrato dibattito interno al partito, abbiamo il dovere di esprimere e per certi versi ribadire alcuni basilari concetti.

E’ evidente che ormai da molti anni siamo di fronte a ingerenze da parte di ENEL, che oggi risultano ancor più efficaci in una fase in cui la spending review e il patto di stabilità rendono gli enti locali facilmente ricattabili e assoggettabili a pressioni e subordinazioni di ogni tipo.

Nonostante le oggettive difficoltà in cui versano i Comuni, pensiamo che il diritto alla salute non debba mai costituire merce di scambio.

L’Enel deve dei soldi alla collettività in cui sono insediate le centrali termoelettriche perché comunque inquinano e creano servitù, a prescindere dal rinnovo dell’Aia e questi non saranno mai abbastanza sufficienti per sanare le ricadute negative di 50 anni di insediamento produttivo .

Nel merito del rinnovo, è indubbio che siamo di fronte a un peggioramento complessivo delle condizioni di esercizio e i dati sono inconfutabili: aumento delle ore di funzionamento, aumento della quantità di combustibile utilizzabile e della qualità del combustibile stesso (contenuto di zolfo), quest’ultimo dato peraltro in contraddizione con le norme di attuazione del Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Lazio.

Non ci convincono inoltre le modalità con le quali è stata condotta la conferenza, a nostro avviso troppo sbrigativa: nessuna conferenza di tale importanza si è mai risolta in così poche ore e in assenza di un confronto politico con conseguente e opportuna espressione del Consiglio Comunale.

Ma il dato che più ci fa riflettere e ci preoccupa è il seguente: perché a fronte di una oggettiva diminuzione della richiesta di energia e conseguente produzione, dovuta alla congiuntura economica drammatica del paese, l’Enel richiede e ottiene un aumento delle ore di funzionamento e un maggior utilizzo di combustibile? Quali scenari si prospettano realmente? Certamente il decreto Clini, recentemente emesso, riguardo la combustione di cdr e css nelle centrali termoelettriche, non ci rassicura. Certo è che l’azione del gruppo di Sel ha prodotto un’ordinanza che per ora scongiura il pericolo e che, nel recente consiglio comunale del 10 Giugno è stata votata all’unanimità una mozione di contrarietà alla combustione dei suddetti combustibili negli opifici cittadini. Ma questo potrebbe non bastare e la reiterata strategia del ricatto occupazionale potrebbe tornare d’attualità. Per inciso, nel Consiglio Comunale sopracitato, nel corpo della mozione di Sel unanimemente votata, c’e un chiaro riferimento all’AIA approvata con le evidenti criticità già rappresentate in materia di peggioramento delle condizioni d’esercizio.

Crediamo che occorra mettere in campo tutte le energie per invertire drasticamente il rapporto dei Comuni del nostro comprensorio con l’ente elettrico. E’necessario pensare e praticare una strategia unitaria che ci faccia uscire dalle secche della sudditanza. In questo quadro crediamo che il Comune di Civitavecchia, capofila, congiuntamente agli altri Comuni del comprensorio, debba lavorare per ottenere la riapertura della Conferenza dei servizi sull’autorizzazione intergrata ambientale. Su questo, come Sel, daremo come sempre il nostro contributo. Come diremo la nostra in merito al rapporto con Tirreno Power, sul quale abbiamo già delle precise idee. E’evidente anche che il tema osservatorio ambientale debba essere definitivamente risolto. Abbiamo già da tempo fatto un “identikit”per ciò che attiene la presidenza dello stesso: impegno nelle vertenze ambientali, , comprovata competenza e prestigio a livello locale e nazionale. Non ci risulta che la figura dell’attuale Presidente corrisponda a questi criteri. C’è da aggiungere che la Commissione ambiente del Comune di Civitavecchia, all’unanimità, ha votato per l’immediato azzeramento dei vertici dell’Osservatorio.

In conclusione, vista la disponibilità al dialogo del Sindaco con tutti i soggetti coinvolti, crediamo che un dibattito pubblico sia necessario. Dibattito pubblico e posizioni pubbliche”.

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