Il consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà Giulio Agostini interviene sulla questione dell’Area Metropolitana.

“L’improvvisa inversione a 180 gradi della posizione del Sindaco Tidei sull’area metropolitana dimostra che noi di SEL avevamo ragione a predicare prudenza. In contro tendenza rispetto ad una opinione prevalente dentro la maggioranza, proponemmo di aprire un dibattito pubblico in città, che prevedesse anche un referendum, con lo scopo di addivenire ad una decisione il più possibile condivisa ma soprattutto consapevole, considerato che si tratta di una scelta decisiva per l’assetto politico istituzionale. Allora i tempi erano strettissimi e le condizioni capestro: il decreto del Governo Monti, pur prevedendo la possibilità per i Comuni di optare per una soluzione diversa entro una data (il 2 ottobre) impossibile da rispettare, di fatto aveva già inserito Civitavecchia nell’Area Metropolitana.

Le vicende politiche nazionali hanno rallentato il momento delle decisioni, che restano incerte, e la sentenza di incostituzionalità sull’abolizione delle Province rende possibile solo una loro riduzione tramite accorpamenti: in questo quadro, di riflesso, i Comuni hanno riacquisito la possibilità di poter svolgere il necessario dibattito per il loro futuro.

L’uscita di Tidei ha senz’altro il merito di riproporre l’argomento, però sancisce pure che le forzature di allora erano inopportune. D’altra parte il Sindaco fa parte della Commissione per la redazione dello Statuto dell’Area metropolitana, il suo quindi è parere autorevole, ritengo perciò che abbia il dovere di promuovere un momento di incontro per relazionare sul lavoro svolto e lo stato dell’arte. In quella sede potrà anche spiegare meglio i motivi che hanno determinato il cambiamento radicale della sua posizione.

Personalmente resto dell’idea che per Civitavecchia la soluzione dell’area metropolitana di Roma Capitale, pur con diversi limiti, sia preferibile all’inserimento nella provincia accorpata di Rieti-Viterbo (ancora possibile per il fatto che è provincia limitrofa), mentre non mi convince l’idea della “Provincia ciambella”, già ipotizzata peraltro dal vice sindaco di Roma Cutrufo: tutto ciò per una serie di ragioni che non mancherà occasione di argomentare. Ma gli aspetti che in questa sede mi preme evidenziare, che rappresentano anche il senso di questo mio intervento, sono da una parte comunicare il mio atteggiamento di assoluta apertura verso qualsiasi altra soluzione e, dall’altra, la necessità di un approfondimento pubblico che a mio avviso spetta proprio al Sindaco promuovere. Dal dibattito potranno emergere gli ulteriori elementi chiarificatori per una riflessione serena e senza pregiudiziali di appartenenza politica, con il fine unico del bene della nostra comunità”.

 

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