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Il Codacons deposita in Procura integrazione all’esposto riguardo quanto appreso nelle ultime ore  con il quale ha interessato la Procura di Civitavecchia  riguardo all’ordinanza di non potabilità dell’acqua. Vengono evidenziate, tra le altre, le problematiche relative alla non pubblicizzazione dell’ordinanza di non potabilità.

“Come mai – ci chiediamo –  l’ordinanza non è stata disponibile sul sito prima del 6 agosto, quando è “apparsa” contemporaneamente alla nuova ordinanza di potabilità?

E ancora, come mai – dal confronto delle due ordinanze – si evince che nella prima (demandata al Vicesindaco Lucernoni) non sia contenuto il comando di affiggere manifesti per informare adeguatamente la popolazione? Perché invece l’ordinanza del 5 agosto (stavolta firmata “personalmente” dal Sindaco Cozzolino) comanda di affiggere ben 50 manifesti per pubblicizzare la potabilità dell’acqua? 

Crediamo invece che il Sindaco avrebbe adempiuto più compiutamente ai suoi obblighi -quale primo responsabile della salute dei cittadini – pubblicizzando la “non potabilità”, e non, come ha poi fatto, la “potabilità”.

A tale proposito, leggendo del corretto svuotamento delle cisterne dell ‘Ospedale S.Paolo che la Direzione sanitaria si è giustamente preoccupata di fare non appena ha appreso della non potabilità dell’acqua e della contaminazione -anche – da escherichia coli, ci sembra appena il caso di sottolineare come (anche in mancanza di una corretta comunicazione agli esercizi commerciali circa la non potabilità dell’acqua e conseguente fornitura tramite autobotti di acqua potabile), i cittadini devono ora dedurre che probabilmente l’Amministrazione non abbia ben compreso la portata e la gravità dell’ordinanza emessa dalla Lucernoni.

Inoltre, pare anche strano che l’ordinanza di potabilità dell’acqua sia stata emanata a seguito delle analisi negative effettuate su 3 fontanelle (tutte ubicate nella parte a monte della città), laddove invece era stata rilevata la non potabilità su 6 punti di raccolta. Ci chiediamo se, ad oggi,  nel centro della città, cioè nelle altre 3 fontanelle ubicate più verso il mare, siano ancora presenti colibatteri ed escherichia. O se invece, alla luce delle recenti dichiarazioni della Asl, l’acqua sia, al contrario, sempre stata “potabile”, recando nella popolazione e nell’Associazione scrivente, un allarme ingiustificato con l’inopportuna ordinanza di “non potabilità”.

Certi che la Procura possa dipanare al più presto questa intricata matassa, informiamo i cittadini che, conseguentemente all’ordinanza del 1 agosto, lotteremo nel prossimo futuro per avere la riduzione della tariffa, come stabilito da numerosa giurisprudenza, con particolare riguardo alla sentenza 895 del GdP di Viterbo emessa il 25/9/2013, alla quale il Codacons – come sempre – si appellerà affinché i cittadini possano far valere i propri diritti”.
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