ospedale

L’emergenza idrica che ha colpito Civitavecchia negli ultimi giorni sta lasciando una lunga scia di polemiche che non accennano a placarsi. L’Amministrazione Comunale non ha “mandato giù” il ritardo con il quale il proprio laboratorio analisi di fiducia ha consegnato i dati relativi ai prelievi del 18 luglio scorso, tanto che sta seriamente valutando di affidare il servizio ad un laboratorio differente. Ma gli strascichi polemici dell’ordinanza di non potabilità revocata ieri dal primo cittadino non finiscono qua: da Palazzo del Pincio è partito un duro attacco nei confronti dell’ospedale San Paolo, con l’Amministrazione che ha chiesto chiarimenti alla struttura relativamente ad un presunto spreco di acqua nel fine settimana scorso.

Di seguito il comunicato stampa del Comune

“La recente Ordinanza di non potabilità dell’acqua è oramai superata ed è tempo di bilanci. Il ritardo col quale il Laboratorio ha prodotto le risposte al Comune è oggetto di valutazione per la tempestiva sostituzione dello stesso. Risulta infatti incomprensibile il ritardo di una settimana col quale le analisi, già pronte il 24 luglio, sono state trasmesse al Comune. Altra riflessione riguarda le reazioni fuori misura che hanno coinvolto anche alcune istituzioni, in maniera poco razionale. Aldilà della non potabilità, la Asl RMF ha al riguardo chiarito che l’acqua della rete idrica fosse utilizzabile per l’igiene personale, con l’eccezione di bocca e denti, e per la cottura dei cibi dopo bollitura. Risulta pertanto difficile comprendere la decisione del Direttore Sanitario del San Paolo Dott. Antonio Carbone di far vuotare i serbatoi idrici dell’ospedale, anziché limitarsi ad emanare a sua volta una ordinanza di non potabilità. Tale decisione ha creato una vera emergenza idrica in ospedale, che ha richiesto tra sabato e domenica il trasporto di oltre 120 metri cubi d’acqua attraverso le autobotti, distratte da altri servizi e con costi a carico della Comunità. L’Amministrazione chiede pertanto alla ASL se tale provvedimento sia stato deciso nel contesto di una procedura aziendale codificata o se sia stato frutto dell’iniziativa personale del Direttore Carbone.

Secondo aspetto preoccupante della vicenda è poi lo strabiliante consumo idrico che l’ospedale ha mostrato nel fine settimana: 120 mila litri d’acqua per soli 180 posti letto, in due giorni nei quali gli ambulatori sono chiusi ed il personale ridotto. 120 mila litri dei quali già lunedì mattina rimaneva ben poco. Ipotizzare un improbabile consumo di circa 350 litri d’acqua al giorno, per pazienti tra l’altro allettati, espone ad una doverosa riflessione sull’efficienza dell’impianto idrico dell’ospedale, a seguito della quale l’Amministrazione Comunale ha deciso di monitorare stabilmente da oggi i consumi delle grandi utenze cittadine, per assumere i provvedimenti del caso”.

Fervono intanto i lavori di progettazione e di prosecuzione dell’iter autorizzativo dell’intervento di manutenzione straordinaria del Bacino di HCS di Montanciano, col quale si darà inizio alla nuova vita del Servizio Idrico cittadino: “acqua pubblica, di grande qualità”.

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