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2016: I SEI MESI PIÙ CALDI DA 150 ANNI

4 Agosto 2016
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Per l’Italia i primi mesi del 2016 non sono stati da record dal punto di vista climatico: dopo un inverno non particolarmente rigido, la primavera e questo primo scorcio d’estate rientrano nella norma.
Come sempre si cerca di sottolineare, però, le condizioni climatiche del pianeta non devono essere valutate
per quel che si registra in una piccola regione della Terra: fare questo significa avere una visione assai distorta
della situazione. Infatti, se si prendono i valori globali della temperatura terrestre si scopre, come mostra un report della Nasa, che i primi sei mesi del 2016 hanno invece superato numerosi record climatologici.
Ciascuno dei primi sei mesi dell’anno è stato il più caldo di sempre (mese su mese) da quando si registrano le temperature con una certa regolarità, ossia dal 1880.
L’intero periodo di sei mesi, ossia da gennaio a giugno 2016, risulta il più caldo di sempre, con una temperatura
di 1,3 °C superiore alla media del diciannovesimo
secolo. Cinque dei primi sei mesi del 2016 hanno registrato la minore estensione dei ghiacci artici da quando sono
monitorati dai satelliti, ossia dal 1979. L’unica eccezione è per il mese di marzo, “appena” secondo nella classifica
mese su mese (significa che nel periodo considerato c’è stato un marzo peggiore per i ghiacci artici). I ghiacci
del Polo Nord stanno ricoprendo una supericie che è il 40 per cento inferiore a quella degli Anni Settanta e dei
primi Anni Ottanta. Va detto che c’è un elemento di incertezza: questo inizio del 2016 è ancora sotto il forte influsso di El Niño, che ha avuto il suo massimo verso la fine del 2015 e che – data l’intensità dell’evento – certamente produce un aumento della temperatura terrestre. Comunque sia, «è vera l’inluenza di El Niño sull’aumento delle temperature da ottobre in poi, ma è anche innegabile che questo effetto si è sovrapposto a un trend in crescita», ha commentato
Gavin Schmidt, del Goddard Institute for Space Studies (Nasa).
DOV’È LA TERRA DEL GRANDE FREDDO?
«La situazione nell’Artico è davvero unica», sottolinea Walt Meier, ricercatore della NASA, «le temperature
particolarmente elevate hanno ridotto i ghiacci come mai era successo prima».
Per comprendere meglio cosa stia avvenendo al Polo Nord la NASA ha in atto una campagna di ricerca per studiare
le grandi “pozzanghere” d’acqua che si formano sul ghiaccio che fonde. La loro formazione produce aree di un colore più scuro, che trattiene una maggiore quantità di calore, e ciò naturalmente peggiora la situazione.

DA QUI ALLA FINE DEL 2016
Che cosa succederà nei prossimi mesi? I pareri sono discordi. Secondo alcune proiezioni la temperatura
continuerà nel trend in crescita e, se sarà così, il 2016 potrebbe diventare l’anno più caldo da 150 anni a questa
parte. Secondo altri la situazione potrebbe invece cambiare profondamente, in quanto ci sarebbero tutti gli indizi che
fanno pensare all’arrivo della Circolazione di Walker, cioè La Niña, una situazione diametralmente opposta a El
Niño, che provoca un raffreddamento di gran parte dell’Oceano Pacifico facendo perciò calare le temperature del
pianeta. A fine anno tireremo le conclusioni.

(fonte www.focus.it)

 



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