Vittorio Petrelli: “Tassa sui croceristi, bene se va di pari passo con misure ambientali”

19 febbraio 2014

Da Vittorio Petrelli, riceviamo e pubblichiamo.

“I tempi sono ormai maturi perché si chieda una tassa di transito ai  croceristi  sulla scorta anche di altre realtà portuali come afferma il candidato Tidei. Non condivido però che il tutto si riduca ad un mero introito finanziario, ignorando  la pressione ambientale del porto. Tanto meno si può motivare l’istituzione di tale tassa per compensare la catastrofica gestione delle aziende comunali sulle quali tutti i candidati a sindaco dovrebbero indicare le soluzioni da adottare, affinché non continuino ad essere i pozzi senza fondo dell’appetito e dello scambio politico e rimangano, quindi, solo i gestori del miglior servizio possibile per la collettività.

La tassa sui crocieristi, assimilabile a una tassa di soggiorno, deve essere adottata tramite una convenzione con l’Autorità Portuale , che prenda in considerazione sia gli aspetti ambientali sia la promozione del turismo locale.

E’ noto a tutti che l’ultimo rapporto epidemiologico del Territorio imponga scelte che determinino minori impatti ambientale da parte dei principali responsabili dell’inquinamento, tra cui vi è sicuramente il porto, che  non vedo come sinora non abbia voluto promuovere l’Accordo Blue Flag , già adottato a Venezia dalle stesse compagnie crocieristiche attive nel nostro scalo.

Questo accordo, volontario, prevede di far funzionare i motori principali ed ausiliari della navi da crociera con un combustibile con una percentuale di zolfo non superiore allo 0,1% anche durante la navigazione e le fasi di manovra all’interno della laguna di Venezia.

Non va neanche dimenticata, come sta accadendo,  l’elettrificazione delle banchine prevista da prescrizioni ambientali stabilite dai Decreti Valutazione Impatto Ambientale connessi con la ristrutturazione e l’ampliamento del porto.

Non si deve ripetere l’errore dell’A.I.A. per la centrale di Torrevaldaliga Nord  che ha permesso all’Enel di inquinare più di prima ma, quando sono stati resi pubblici i dati  allarmanti epidemiologici, sia le istituzioni addette al controllo degli inquinanti in atmosfera che la stessa Amministrazione comunale hanno ignorato l’importanza dei dati, non fornendo alcuna risposta credibile all’allarme sanitario avvertito dalla  cittadinanza.

Ecco perché se una tassa va introdotta, questa non può essere vista come un tappo ad una falla finanziaria prodotta da anni di cattiva gestione della cosa pubblica. Vanno eliminate le cause per non ricadere domani nella stessa situazione di oggi, i palliativi non servono.”

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