Emanuela Mari

USI CIVICI, MARI: Agraria e Amministrazione la smettano di fare a scaricabarile sulla pelle dei cittadini e facciano chiarezza

21 aprile 2018

“In relazione alle recenti polemiche tra Comune ed Università Agraria in merito ai ritardi nello “svincolo” degli usi civici su Parco della Resistenza ed agli interventi di un ex esponente dell’Amministrazione comunale sui social network,  sempre con riferimento alla vicenda usi civici, vorrei proporre due domande ai due enti che stanno “giocando” a scaricabarile sulla pelle dei cittadini.

                               La prima al Comune.

                               E’ consapevole l’Amministrazione Comunale che per  tutelare i diritti dell’Ente ,presuntivamente lesi dalla  Sentenza Commissariale del 1990 e dalla successiva determinazione regionale del 2013, l’unica via è quella di proporre ricorso al Commissariato (in proprio o insieme ad altri soggetti), atteso che la sentenza, favorevole o sfavorevole, che sarà pronunciata dal Commissario a seguito del ricorso di alcuni cittadini avrà efficacia soltanto nei confronti dei ricorrenti e non estenderà i suoi effetti nei confronti di altri soggetti (compreso il Comune)?

                               La seconda per l’Università Agraria.

                               E’ a conoscenza l’Università Agraria della ordinanza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29/11/2017  con la quale il Commissariato Usi Civici ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art.8  della Legge Regionale del Lazio n.1/1986, sulla quale si fonda la procedura di consolidamento finora utilizzata dall’Ente per sanare le situazioni di uso civico “demaniale”?

                               Ha svolto correttamente le proprie funzioni l’Università Agraria informando i cittadini che , dopo il 29/11/2017, ad essa si sono rivolti per attivare quella procedura, segnalando il rischio che , nel caso di sentenza sfavorevole (ovvero dichiarativa della incostituzionalità della L.R.1/1986), le procedure in corso per le quali non risultasse ancora stipulato l’atto notarile di consolidamento risulterebbero  definitivamente bloccate ed il cittadino interessato si troverebbe nella sgradevole situazione di aver sostenuto delle spese in vista di un obbiettivo non più realizzabile , con l’aggravante di essersi autodenunciato come occupatore abusivo di un terreno demaniale?

Spero vivamente di ricevere risposte concrete per i cittadini che, purtroppo, stanno subendo sulla loro pelle lo scandaloso scaricabarile”.

Lo dichiara in una nota Emanuela Mari.

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