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Usb. Ex Lavoratori Servizi Tirreno: “La solidarietà non basta”

15 gennaio 2014

“La USB Lavoro Privato esprime la massima vicinanza agli ex lavoratori Servizi Tirreno, impresa di pulizie industriali in Enel, rimasti senza lavoro dopo la fine dei relativi contratti a tempo determinato.

Si tratta ancora una volta di una situazione difficile. Da un lato l’azienda, impossibilitata a riassumere senza un’estensione dell’appalto, dall’altro Enel restia ad assegnare ulteriori lavori evidentemente ritenuti superflui. In realtà si tratta di attività importanti e necessarie, come dimostrano i risultati dell’anno appena trascorso. Ma non è questo il punto.

Se Enel afferma di non avere risorse e il massimo che può prospettarsi a questi lavoratori è solo un nuovo contratto a 6 mesi, allora la domanda che ci si pone è se ci sia una questione più generale inerente alla quantità/qualità del lavoro in appalto in Enel.

Innanzitutto la quantità del lavoro. In termini di prestazioni, su una spesa totale di oltre 70 milioni di euro annui Enel ne lascia sul territorio poco più di 40: una cifra non irrilevante in termini assoluti, che tuttavia appare assai più modesta se rapportata ad un fatturato di impianto che sicuramente supera i 700.000 milioni di euro. Tanto più a fronte di una oggettiva riduzione da parte Enel del proprio personale operativo di manutenzione. Certo, l’azienda elettrica lamenta la crisi, ma non può dimenticare che Torrevaldaliga Nord alimenta da sola gran parte dei ricavi della produzione Enel in Italia.

In secondo luogo la qualità del lavoro, aspetto strettamente connesso al precedente. La spinta alla massimizzazione del profitto e al taglio dei costi, conseguente ai processi di privatizzazione, è infatti pesantemente ricaduta su imprese e lavoratori in termini di appalti al ribasso, precarietà diffusa, frammentazione delle commesse e dequalificazione, scatenando una vera guerra tra poveri. Con tutto ciò che ne è derivato sul piano della sicurezza. Un destino che coinvolge ormai tutte le aziende.

Sono questi i problemi sul tappeto. Problemi ben noti che tuttavia la politica locale, al di là di interventi occasionali determinati dalle emergenze, non ha saputo o voluto risolvere. Al riguardo non possiamo che auspicare una nuova presa di coscienza, soprattutto da parte dell’Amministrazione che verrà, ma è chiaro che senza una spinta dei lavoratori difficilmente si produrranno cambiamenti concreti.

E’ dunque necessario che i lavoratori in presidio davanti ai cancelli tornino al più presto al lavoro, ma, al tempo stesso, occorre anche puntare più in alto. Per questo oltre ad esprimere sincera solidarietà offriamo a loro, alla Fiom che li rappresenta e all’intero movimento sindacale la piena disponibilità ad avviare una vertenza più generale sui temi richiamati, da sostenere con iniziative di mobilitazione dei lavoratori metalmeccanici e dei lavoratori elettrici. Servono chiarezza di obiettivi e unità d’intenti, senza aspettare la prossima crisi o i prossimi licenziamenti.” 

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