Tvn. Petrelli: “Un passo indietro in termini ambientali e di lavoro”

20 marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Vittorio Petrelli sull’Aia per Tvn.

“Aver concesso l’autorizzazione a bruciare quasi la stessa quantità di carbone richiesta ed autorizzata nella V.I.A. per una configurazione a 4 gruppi della centrale (4.500 ton/annue dell’A.I.A. rispetto alle 4.800 ton/annue previste nella V.I.A.) e aver ampliato notevolmente l’orario di funzionamento dei 3 gruppi (da 6.000 a 7.500 ore annue a massimo carico) significa di fatto aver dato il consenso ad una pressione ambientale quasi pari a quella di un impianto che si determina anche con l’esercizio dell’unità operativa 4° gruppo il cui abbattimento fu un risultato ottenuto in sede di approvazione di quel Consiglio Comunale che autorizzò la riconversione a carbone rispetto alle richieste originarie dell’azienda.

L’A.I.A. avrebbe dovuto completare l’ufficializzazione di quel risultato ambientale raggiunto allora tant’è che in sede di conferenza dei servizi, tra i 38 punti di richiesta avanzati dall’amministrazione spiccavano i seguenti punti: un consumo di carbone annuo pari a 3.600 ton/annue e la conferma di 6.000 ore annue di funzionamento della centrale, obiettivi che lo stesso Sindaco aveva vantato in varie sedi.

Altri obiettivi erano apparsi di difficile raggiungimento ma almeno i due punti sopra citati (consumo carbone e limite orario annuale di funzionamento) rappresentavano il risultato minimo di un sindaco che aveva minacciato più volte la chiusura della centrale persino con un enfasi che era sembrata eccessiva e pretestuosa.

Il distretto industriale di Civitavecchia, sul quale insistono altri significativi fattori di pressione ambientale come il Porto e la centrale di Torrevaldaliga sud, avrebbe richiesto un epilogo diverso.

Il futuro presto ci testimonierà quali altri aspetti hanno pesato per sviluppi diversi dalle premesse.

Aver ampliato l’orario di funzionamento è in controtendenza con quegli operatori come l’ASM di Brescia che ogni agosto ferma la centrale a carbone per fare manutenzione all’impianto al fine di garantire, il rispetto dei parametri ambientali così facendo si produce anche lavoro all’indotto. Stabilire il parametro dell’orario di funzionamento è importante e non è un caso che la V.I.A. della centrale di Porto Tolle abbia fissato il limite di 6.500 ore annue.

Anche la tutela dell’occupazione risulta carente. La difesa delle nostre aziende rimane solo una mera dichiarazione di circostanza enunciata nelle convenzioni.

La Politica locale ed in particolare l’attuale amministrazione ha consentito e sta consentendo che in uno degli ultimi appalti della centrale la commessa andasse ad un ditta non locale e negli sviluppi di quell’appalto, subappalto, sono state raggirate le norme consentendo irregolarità che sicuramente hanno permesso a quella società di aver potuto presentare offerte più vantaggiose rispetto alle nostre”.

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