Tvn. Lettera aperta di Simona Ricotti al sindaco Pietro Tidei

22 marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata da Simona Ricotti al sindaco Pietro Tidei sull’AIA per Tvn.

“Egregio Sindaco

a seguito del battage mediatico che ha preceduto e seguito la Conferenza dei servizi per il rilascio dell’AIA alla centrale di Torrevaldaliga Nord da cui è scaturita addirittura la minaccia di licenziamento dell’Assessore all’Ambiente per reato di lesa maestà ( chissà se dell’ENEL o tua), in qualità di responsabile di un associazione, il Forum Ambientalista, che da sempre si batte per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, sento il dovere di fare alcune precisazioni e socializzare con te alcune riflessioni su questa vicenda che, innegabilmente, tanto peso ha sulle problematiche socioeconomiche, ambientali e politiche del nostro territorio.

Non posso infatti non constatare che a fronte degli strali avvelenati che in questi giorni hai lanciato contro chiunque abbia osato criticarti, l’unico vero cambio di posizione, questo sì in danno alla città, che si è verificato nella vicenda del rilascio dell’AIA è stato il tuo.

Era agosto dello scorso anno quando assurgesti alle cronache nazionali per aver minacciato la chiusura della centrale per 37 criticità a tuo dire assolutamente non derogabili per garantire la tutela della salute dei cittadini.

Criticità che, tra gli altri, prevedevano anche tutti i principali punti da noi contestati, e che, per quanto mi risulta dalla lettura dei vari verbali, costituivano l’ossatura dei documenti presentati dal Comune e, fino ad un certo punto, base dell’agire dell’amministrazione nelle varie riunioni propedeutiche la Conferenza dei Servizi.

Di più, il tuo delegato, il giorno prima della conferenza dei servizi, in sede di riunione con L’Ispra, al fine di valutare le osservazioni apportate dall’ente energetico, votava contro l’innalzamento dei limiti emissivi per il monossido di carbonio.

Perché allora, a distanza di sole 24 ore, in conferenza dei servizi, pur dichiarando, come riportato dal verbale che condividevi le osservazioni da noi illustrate, ti sei avvalso del potere/dovere conferitoti dal R.D.1265/1934 solo ed esclusivamente per richiedere limiti emissivi ( e non emissioni) più bassi per le polveri, abbassamento per il quale, tra l’altro, lo stesso ENEL si era dichiarato disponibile nelle sue documentazioni?

Un politico con la tua lunga esperienza non può non sapere che nelle conferenze dei servizi le decisioni vengono prese a maggioranza e che, purtroppo, per pretendere anche il semplice rispetto di quanto sino ad allora autorizzato (6000 ore di funzionamento e 3.600.000 T/a di carbone) e delle normative vigenti (limiti del monossido a 50mg/Nm3 e utilizzo del carbone con percentuale di zolfo al 0,3%), necessitava una tua presa di posizione forte, che proprio il RD 1265/34 ti consentiva.

Se non hai apposto le prescrizioni non possono, quindi, esistere alibi: non l’hai voluto fare.

Spero vivamente tu abbia serie argomentazioni da fornire alla popolazione e alla tua coscienza per spiegare perché non hai agito, lasciando che si aumentasse per i prossimi otto anni il carico inquinante sul territorio, che tu sappia cosa dire quando qualcuno che si troverà a pagare sulla propria pelle gli effetti delle tue scelte, guardandoti negli occhi, ti chiederà “perché?”.

Potrai raccontargli della grave situazione economica (vera) in cui hai ereditato il Comune; della necessità di una trattativa con l’Ente energetico, che peraltro dopo il rilascio dell’AIA si troverà in posizione di forza, per avere quei fondi che, nonostante ciò solo parzialmente, potranno salvare gli equilibri di bilancio del Comune (che una riorganizzazione seria della macchina amministrativa ed una pianificazione coraggiosa ti avrebbero consentito comunque), ma non potrai evitare di ammettere che per evitare il dissesto finanziario del Comune, è stata “dissestata” la vita sua e di tanti altri come lui.

Ognuno è responsabile delle proprie azioni e di queste risponde davanti alla storia; tu sei ancora in tempo per fare la differenza; apponi quelle prescrizioni, evita che il nostro territorio ed il nostro futuro continuino senza rimedio a sottostare alle logiche aziendali dell’ENEL e recupera la fiducia della comunità da te amministrata ponendoti nella condizione di rispondere a quel “perché?” con un “ho fatto tutto ciò che era in mio potere”.

Voglio salutarti come un grande medico dell’ISDE, Michelangelo Bolognini, era solito fare in questi casi: salute, ce ne è bisogno!”.

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