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Tidei, Moscherini e gli altri: chi si muove per le nuove elezioni

30 novembre 2013

L’ex sindaco sarà di nuovo in campo? Anzi gli ex sindaci? Si profila insomma una rivincita tra Moscherini e Tidei? E che farà Luciani? Sel viaggerà da sola verso una candidatura di bandiera o cercherà di mettere insieme più pezzi possibile della sinistra cittadina? Vi saranno più o meno larghe intese? Il fuoco di fila di domande è servito. Ai prossimi mesi il compito di rispondere, sciogliendo nodi in mezzo ai quali al momento non è possibile districarsi. Intanto, fin da subito, è possibile scorgere degli scenari che, in mezzo al frastuono causato dall’eco della caduta di Tidei, sono stati colpevolmente trascurati dai cosiddetti “osservatori” politici.  In primo luogo, mentre gli occhi sono giustamente puntati sui possibili contraccolpi che il commissariamento di Palazzo del Pincio potrebbe comportare (ad esempio su gestione del servizio idrico, sorte delle partecipate, pagamento degli stipendi ai dipendenti di esse), non va certo persa d’occhio l’evoluzione dei movimenti in corsi. Tanto sul fronte di Pietro Tidei quanto su quello di Gianni Moscherini, reso redivivo dal successo dell’operazione-defenestramento conclusasi lunedì, si registrano movimenti di truppe. Nomale che sia così, sono gli uomini più in vista sulla scena politica cittadina degli ultimi venti anni.
Ma gli altri staranno fermi? Nessuno ha alternative, magari da giocare sul tavolo –anzi, nei gazebo – delle primarie tanto in voga? La parolina magica è stata usata, non a caso, da Sandro De Paolis, che a prescindere dalla confusione di sigle che potrebbe ingenerarsi in questo primo momento tra Nuovo Centro Destra e Forza Italia sembra essere il terminale di un vasto gruppo di esponenti storici (ma dalla carta d’identità sostanzialmente giovane) del centro-destra cittadino. Arriverà presto una decisione in tal senso? E più a destra, dove settori cittadini si stanno riorganizzando sotto la rediviva egida di Alleanza Nazionale, lasceranno passare a Moscherini il già ventilato modello delle Larghe Intese con pezzi della sinistra? A proposito di sinistra, dall’altra parte della barricata politica la situazione è davvero esplosiva, ma non per questo più confusionaria. Tutto al momento sembra cristallizzarsi attorno alle figure di Pietro Tidei ed Enrico Luciani. L’apparato del Pd, insomma, contro il “fronte del porto”, come è stato velenosamente battezzato dall’ex sindaco nelle ore immediatamente successive allo scioglimento del consiglio comunale. A parte il Movimento 5 Stelle, la cui unica incognita è rappresentata dalla presa sull’elettorato, giacché pare certo che si presenterà per andare da solo, c’è da interrogarsi poi su eventuali out-sider, magari della cosiddetta società civile.  Tempo per organizzarsi c’è, di qui a maggio. Vedremo chi lo saprà sfruttare.

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