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Tidei: “Costa Concordia verso un porto che non esiste”

13 marzo 2013

Nuova presa di posizione del sindaco Pietro Tidei sulla decisione del Governo relativa alla demolizione della Costa Concordia a Piombino.

“Credo anche io, come il ministro Clini,  che la prima esigenza da rispettare per la rimozione della Concordia sia quella relativa alla salvaguardia dell’ambiente. Non è credibile la risposta che, a mezzo stampa, il ministro da alla lettera articolata e ricca di motivazioni che ho scritto ai ministeri interessati ed ai presidenti delle regioni Lazio e Toscana, con la quale chiedo con urgenza un incontro tra tutte le parti interessate, compresi quindi i rappresentanti del nostro porto ed il sottoscritto.

Due miglia di differenza in più tra il Giglio e Civitavecchia rispetto al percorso Giglio-Piombino,non possono rappresentare l’elemento discriminante a favore di Piombino.

La nave è appoggiata, incastrata, su uno spuntone di roccia. Quanto reggerà lo spuntone il peso della nave? Quanto resisterà la carcassa della nave ai marosi che ogni giorno la potrebbero disincastrare dallo spuntone? In questo malaugurato caso esisterebbe un grave problema ambientale per i possibili inquinamenti e certo si aggraverebbero notevolmente tutte le problematiche relative allo smantellamento dello scafo che sarebbe sommerso.

Appare evidente quindi l’urgenza di trascinare la nave fuori dal Giglio e trasportarla al più vicino porto disponibile in grado di ospitarla sino alla sua demolizione. Piombino non è in queste condizioni. Non esistono neppure fondi già stanziati per avviare le procedure di inizio lavori.

Sarebbe oltremodo rischioso confidare che in pochi mesi a Piombino si possa realizzare un porto ed un canale di accesso con almeno 15 metri di fondale da scavare,oltre ad un grande piazzale operativo ed altre opere di difesa a mare. Il tutto per almeno 150/200 milioni di spesa che,ripeto,non sono stanziati da nessuna parte. La nave rischierebbe di uscire dal Giglio senza certezza di un prossimo approdo sicuro. Ecco il primo pericolo ambientale che Clini dovrebbe preoccuparsi di evitare.

Ci sono situazioni dove la politica deve dare indicazioni  assumendosene la responsabilità ed altre dove sarebbe meglio lasciare maggior spazio a scelte operative non campanilistiche che privilegino l’interesse pubblico”.

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